L'incontro Periodico di Cesano Boscone

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Sep 10th
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SE LA CONOSCI NON LI EVITI

L’Associazione &Co e la Caritas della parrocchia di San Giovanni Battista hanno cooperato quest’anno per il progetto della raccolta di vestiti usati, che ha avuto luogo nei giorni 7 e 8 maggio, volto a recuperare fondi utili alla ricerca contro il virus dell’HIV/AIDS.
Da questa collaborazione si è poi sviluppata l’idea di promuovere un evento che potesse rendere i cittadini del nostro territorio più consapevoli circa l’obiettivo della raccolta: la ricerca per la lotta all’AIDS e al virus dell’HIV, tema quanto mai attuale e importante.
Quando si parla di HIV e AIDS spesso si finisce per pensare a ciò che negli anni abbiamo appreso, circa la prevenzione, il contraccettivo, il RISCHIO e l’educazione sessuale, sottovalutando un altro aspetto importantissimo della malattia: il problema sociale. Così nella serata del 27 Maggio, grazie al patrocinio del Comune di Cesano Boscone, si è tenuto un incontro con alcuni esperti del tema, nel tentativo di spiegare come le persone ormai affette da questa malattia vivano nel mondo di oggi e come ci si relazioni a loro. Spesso l’ignoranza sul tema porta all’emarginazione, al preconcetto e alla paura; la soluzione è quindi un'informazione approfondita circa la malattia e il suo decorso.
Partendo da un nuovo punto di vista, si è tentato di rispondere a due domande cardine: cosa succede dopo il contagio e come si convive con la malattia, al fine di non limitarsi ad informare sui metodi utili ad evitare il contagio, e riuscire quindi ad andare oltre.
Durante la serata sono intervenuti tre relatori principali, ognuno dei quali ha riportato la propria esperienza personale in questo ambito e alcune testimonianze di soggetti che hanno convissuto e convivono con la malattia in prima persona.
La prima, Cristina Castelli, educatrice responsabile dell'area AIDS della Caritas Ambrosiana, ha introdotto l'argomento raccontando alcuni cenni storici utili ad inquadrare la malattia nel contesto storico-culturale. A seguire è intervenuta la Dott.ssa Maria Boerci, medico ginecologo, che ha riportato la sua esperienza personale nell'ambito della prevenzione nelle scuole. A conclusione il Dott. Giovanni Gaiera, medico del San Raffaele di Milano, ha narrato il suo vissuto come medico infettivologo e, in veste di responsabile della casa alloggio IRIS di Rosate, ha illustrato come sia nato e si sia sviluppato tale progetto, evidenziando le problematiche di inserimento sociale di questa struttura all'interno del contesto cittadino.
Grazie alle parole di questi esperti è stato possibile riflettere sulla condizione di disagio e abbandono in cui ancora oggi le persone affette da tale malattia sono costrette a vivere, considerate come individui pericolosi e da evitare. Questa situazione di emarginazione è certamente dovuta ad una mancanza di informazione, che ha dato origine ad un alone di tabù e “non detti” rendendo la malattia invisibile agli occhi della comunità.
Il dott. Gaiera ha infine auspicato una futura collaborazione che miri a far conoscere alla comunità giovanile la realtà in cui vivono le persone affette da HIV/AIDS per abbattere, quindi, quel muro di indifferenza che si è creato negli anni.
La serata si è conclusa con i ringraziamenti da parte dei moderatori a tutti coloro che si sono adoperati per la realizzazione di questo evento (in particolare l’amministrazione comunale e i suoi disponibilissimi dipendenti, i membri della Caritas parrocchiale e l’Associazione &Co). Gli ultimi interventi sono stati del diacono della parrocchia di San Giovanni Battista Renato Gelli e dell’assessore Petti, che hanno espresso la loro stima e un forte apprezzamento per i giovani che hanno contribuito a far sì che questo evento raggiungesse gli esiti sperati.

Nasce il Parco Natura

Nasce il Parco Naturaprimo successo dei “Sistemi Verdi” regionali

La cerimonia di inaugurazione è prevista giovedì 3 giugno alle ore 10 in via fontanile Sant'Agnese. Uno spazio dell'area di quasi duecentomila metri quadrati sarà destinato all'agricoltura sociale, per valorizzare il Parco agricolo sud Milano

Cesano Boscone (MI) - Sarà inaugurata giovedì 3 giugno alla presenza del sindaco Vincenzo D'Avanzo e della Giunta comunale, con rappresentanti istituzionali della Provincia e della Regione, l’area “Parco natura”, che si estende per 180 mila metri quadrati alle porte di Milano (quartiere degli Olmi). I lavori erano iniziati lo scorso autunno a opera dell’Ente regionale per i servizi all’agricoltura e alle foreste (Ersaf).
Non si tratta di una semplice area verde adibita a parco, ma di una vera e propria opera di riforestazione con specie arboree e arbustive autoctone della pianura padana. L’area sarà attraversata da una rete ciclopedonale che renderà il bosco fruibile da tutti. Il Parco natura comprende tre aree: il bosco, l’area umida e le marcite ed è attraversato da una rete ciclopedonale di calcestruzzo lunga quasi un chilometro e mezzo.
Il sindaco Vincenzo D’Avanzo festeggerà l’apertura del “Parco natura” assieme alle classi che hanno partecipato ai progetti di educazione ambientale. L’appuntamento – che vedrà protagonisti l’allegria e la spontaneità dei bambini – è per le ore 10 in via Fontanile Sant’Agnese.
Il programma prevede, dopo gli interventi delle autorità, una passeggiata-percorso con gli alunni delle scuole cesanesi verso la radura delle fiabe per conoscere il parco, la visita delle installazioni e opere delle scuole posizionate lungo il percorso e nella radura stessa, la passeggiata e l'animazione verso la zona laghi.
Quasi otto gli ettari di bosco
L’area a bosco si estende per quasi otto ettari, nei quali trovano collocazione oltre 12.000 piantine di specie arboree e arbustive suggerite dalla direzione del Parco agricolo sud Milano. Alberi quali pioppi, salici, ontani, olmi, frassini, farnie, aceri campestri, ciliegi e meli selvatici saranno affiancati da arbusti come biancospini, frangole, prugnoli selvatici, padi, noccioli e sanguinelli. La ricchezza di vegetazione - oltre a costituire un’ottima strategia per l’assorbimento dell’anidride carbonica emessa dal traffico della vicina tangenziale e delle vie cittadine - incrementerà notevolmente la biodiversità. Insetti, uccelli e piccoli mammiferi abiteranno il bosco nutrendosi di semi, foglie e fiori. Si potrà così godere del bosco attraverso un arredo (panchine in grigliato metallico e una cartellonistica che illustra le specie vegetali e animali presenti) che garantisce il massimo confort.
L’area umida
Su una superficie di 3.000 metri quadrati, si estende invece a est del nuovo cimitero la zona umida con un bacino artificiale diviso in più pozze, alimentato prevalentemente dal vicino canale Villoresi. Il terreno adiacente alle pozze è stato piantumato con specie vegetali amanti l’umidità quali il salice e la canna di palude. Le aste dei fontanili presenti nell’area, in particolare l’Orenella, sono state ripulite e riqualificate asportando i detriti che ostruivano il passaggio dell’acqua. Sui margini delle aste dei fontanili sono stati piantumati nuovi alberi che avranno il compito di consolidare i margini. Sistemate anche le teste dei fontanili attraverso cui l’acqua viene convogliata in superficie nelle aste. La loro acqua è usata per le coltivazioni comprese dal parco.
Le marcite
Per non perdere la memoria agricola del territorio lombardo, all’interno del progetto sono comprese alcune aree agricole che riproporranno la coltivazione di prati marcitoidi, in passato base dell’alimentazione animale durante tutto l’anno.
Un programma didattico già ricco
Con la collaborazione delle scuole elementari cesanesi, sono già stati pensati percorsi didattici differenziati per classe che hanno come obiettivo l’insegnamento dei principi base dell’ecologia e delle scienze naturali. Ecco alcuni programmi: “Il mondo in una goccia”, “Il sentiero della vita” e “In riva al mondo”.

Claudio Trementozzi
ufficio stampa Comune di Cesano Boscone
telefoni 02.4860.1721 – 335.6671.574
e-mail cesano@ctrcomunicazione.it

Ultimo aggiornamento ( Sabato 05 Giugno 2010 16:21 )

CIRCOLO CULTURALE DEI SARDI, CONVEGNO “LA MALATTIA DI WILSON”

CIRCOLO CULTURALE DEI SARDI, CONVEGNO “LA MALATTIA DI WILSON”DOMENICA 23 MAGGIO 2010 ORE 16,00
SALA DELLA TRASPARENZA
Cesano Boscone

La malattia di Wilson è una malattia genetica, autosomica recessiva, le cui manifestazioni cliniche dipendono dall’accumulo di rame principalmente a livello del fegato e del cervello.
Perché ci riguarda da vicino?
In Italia la malattia di Wilson è riconosciuta malattia rara (Decreto Ministeriale n.279/2001) l’incidenza viene calcolata tra 1:30.000 e 1:100.000 casi per abitante.
In Sardegna, a causa del territorio “isolano”, la frequenza della malattia raggiunge livelli più elevati, circa 1:8.000 – 9.000 casi per abitante. L’alterazione genetica, nella malattia di Wilson, consiste nella mutazione del gene ATP7B.

Programma:

Apertura dei lavori:
Ore 16,00            
Panceri Marinella
Presidente del Circolo Domo Nostra

Ore 16,30
Saluto delle autorità             

Coordinatore dei lavori:
Dott. Marco Pasquino
Medico chirurgo - Cardiologo

Relatori:

Prof. Luigi Demelia
Ordinario di Gastroenterologia
Università degli Studi di Cagliari
Policlinico di Monserrato

D.ssa Francesca Paola Draetta
Medico Chirurgo - Ginecologa


Breve profilo dei relatori:

Prof. Luigi Demelia
 laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli studi di Cagliari ha conseguito la specializzazione in Nefrologia Medica e malattia Endocrine e Metaboliche  nel medesimo ateneo.
Attualmente titolare dell’incarico di insegnamento di Medicina Interna I della facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università di Cagliari, Responsabile della struttura complessa di Gastroenterologia dell’Azienda Ospedaliero Università di Cagliari.
L’attività scientifica è stata svolta nell’ambito delle malattie internistiche e principalmente con studi su patologie nefrologiche, endocrinologiche, metaboliche, gastroenterologiche ed epatologiche, in particolare riguardanti la malattia di Wilson, come documentato da 170 lavori scientifici pubblicati su riviste specializzate nazionali ed internazionali.



D.ssa Francesca Paola Draetta
laureata in Medicina e Chirurgia presso l’Università
degli Studi di Bologna ha conseguito la specializzazione in Ginecologia ed Ostetricia presso l’Università degli Studi di Cagliari.
Ha avuto esperienze professionali presso il Policlinico Sant’Orsola di Bologna ed ha svolto attivirà di ricerca endocrinologica presso l’Istituto di Ginecologia e Ostetricia dell’Università di Cagliari.
Attualmente svolge la propria attività professionale nell’ambito dell’ASL Milanodue e presso il Consultorio Decanale Santa Beretta Molla di Mgaenta.

Sa die de sa Sardigna, Festa del popolo Sardo

Domenica 18 aprile 2010 presso il Teatro L. Piana di Via Turati – Cesano Boscone si è tenuta la manifestazione organizzata dal Circolo Culturale dei Sardi Domo Nostra in occasione de “Sa die de sa Sardigna- Festa del popolo Sardo”.
La manifestazione patrocinata dall’Amministrazione Comunale di Cesano e aperta a tutta la cittadinanza Cesanese si è svolta alla presenza di oltre 200 persone – sardi e non – che hanno riempito il Teatro L. Piana.
La manifestazione è divenuta un’appuntamento che annualmente il circolo Domo Nostra organizza per ricordare  un momento storico della Sardegna “ è  il 28 aprile del 1794  quando nella città di Cagliari, a seguire poi Sassari e Alghero -  la popolazione insorge contro i Piemontesi allontanandoli  forzatamente, con il Vicerè Balbiano, in seguito al rifiuto del governo torinese di soddisfare le richieste degli isolani titolari del Regno di Sardegna….”
Quest’anno la proposta culturale è stata caratterizzata dalla musica tradizionale -  protagonisti sono stati:  launeddas – strumento musicale arcaico unico nel mondo e  canti logudoresi .
Prima di dare avvio allo spettacolo, la Presidente Panceri Marinella  ha salutato tutti i presenti ed invitato la Vicesindaca – Lilia Di Giuseppe – che ha portato i saluti dell’Amministrazione Comunale esprimendo anche il proprio compiacimento  per l’iniziativa, affermando che la cultura sarda riserva sempre piacevoli sorprese culturali.
Il pubblico presente ha potuto assistere all’esibizione di Fabio Melis – concertista dotato di una forte sensibilità musicale è considerato uno dei massimi esponenti di musica in Sardegna. Da sempre ha dimostrato un vivo interesse verso culture arcaiche e strumenti musicali dalle caratteristiche timbriche particolari come le: Launeddas – trunfa e sulittu . Strumenti musicali costruiti manualmente con canne e altre piante palustri che crescono spontaneamente lungo i fiumi o nelle zone umide della Sardegna. Ha fatto conoscere questi strumenti in tutto il mondo tenendo concerti in: Canada, Australia, Francia, Germania, Olanda, Svizzera, Islanda ecc.ecc., i ha partecipato a programmi televisivi, invitato a Festival Internazionali, inoltre ha al suo attivo diverse collaborazioni con artisti di fama internazionale, tra i quali: H. Gualdi, F. Cerri, R. Bobo, S. Mead, ecc.ecc.
I “canti logudoresi”  sono stati proposti dai cantadores a chiterra: Antonio Masala – chitarra -, Antonello Salis – fisarmonica -, Marco Sias – Stefano Sotgiu e Saverio Piu – cantanti -;anche in questo caso si tratta di un canto tipico sardo, di valore etnografico e sociale diffuso in particolare nella Sardegna del nord da oltre un secolo, gli interpreti devono essere dotati di un’estensione vocale paragonabile ai cantanti di musica lirica. I canti logudoresi  sono caratterizzati da  quattro sonorità musicali: “canto in re” “corsicana” “muttetos” “nuoresa”. Si tratta di testi improvvisati o di autori ignoti i cui temi prevalenti sono la propria terra, la persona amata, avvenimenti della vita, o fanno  riferimento alle circostanze ed al momento in cui avviene l’esibizione.
I componenti di questo gruppo sono conosciuti in Sardegna e molto spesso partecipano alle numerose  feste folkloristiche  che si svolgono nei paesi ed  hanno partecipato anche a programmi televisivi su reti private: Videolina, Sardegna 1 ecc.ecc..
Lo spettacolo è stato ulteriormente arricchito dall’esibizione del nostro socio  Davide Posadinu  che con gli amici Daniela, Stefano e Patrizia ha suonato alcune canzoni, da lui rielaborate, dei Tazenda e altri autori sardi, coinvolgendo il pubblico presente con ….trallallero…… e balli sardi.
Tutto lo spettacolo, durato circa tre ore, è stato seguito dal pubblico con attenzione ed interesse mostrando il gradimento anche  con applausi  a scena aperta confermando la validità delle proposte culturali del Circolo Domo Nostra.

Il Consiglio Direttivo



















                                

Sacra Famiglia, demolito l'edificio in piazza Monsignor Moneta

Sacra Famiglia, demolito l'edificio in piazza Monsignor MonetaMercoledì 21 aprile 2010: via alla demolizione del vecchio edificio di proprietà della Sacra Famiglia. L'intervesto, previsto da tempo, si colloca nel più ampio progetto di riqualificazione di piazza Monsignor Moneta.

Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 21 Aprile 2010 22:17 )

Associazione &CO, al via la nuova iniziativa cesanese

Associazione &CO, al via la nuova iniziativa cesanese Apre i battenti la nuova associazione "&CO", che si è presentata al pubblico, lo scorso 15 aprile, con un aperitivo offerto in Villa Marazzi. All'iniziativa hanno partecipato anche il Sindaco, con un discorso di "incoraggiamento", ed alcuni assessori e consiglieri comunali. Nata da un gruppo composto esclusivamente da under 30, l'associazione ha già in cantiere progetti interessanti per migliorare la biblioteca e creare un punto d'aggregazione per i giovani cesanesi. In bocca al lupo da parte di tutta la redazione de L'incontro e arrivederci alla prossima iniziativa.

Centro giovani: fino ad oggi solo promesse in via Trento la struttura è vuota da mesi

Centro giovani: fino ad oggi solo promesse in via Trento la struttura è vuota da mesi

Ultimati i lavori, permangono ancora dubbi e incertezze sulla sua destinazione d’uso

Molti di voi l’avranno vista passando dalla strada: è una struttura nuova, una costruzione isolata con tetto in legno, sul quale da poco sono stati perfino installati dei pannelli solari fotovoltaici. L’edificio, all’interno di un complesso edilizio in fase di ultimazione, fa parte delle opere di urbanizzazione che gli operatori privati dovranno cedere gratuitamente al Comune. Intorno il cantiere pare vada un po’ a rilento, ma dentro è perfettamente funzionante. Unico neo del progetto: non sappiamo cosa farcene. L’hanno scorso (la struttura c’era già), nel pieno del periodo pre - elettorale, pareva che l’edificio dovesse essere destinato a un nuovo, quanto inedito per Cesano, “Centro giovani”. L’iniziativa partiva dall’interesse di un gruppo di ragazzi cesanesi, e dalla voglia di creare anche da noi un punto di riferimento per la cultura giovanile. Nonostante le buone promesse iniziali poco si è effettivamente concretizzato: le solite difficoltà burocratiche oppure è l’interesse dell’amministrazione che sta mancando? Da qualche giorno girano voci che la struttura starebbe per essere destinata a centro per bambini autistici, mentre i giovani verrebbero “dirottati con l’associazione Pasubio Vive (per la maggior parte composta da anziani). Riuscirà bene la convivenza? Intanto quel gruppo giovani ora ha preso forma e identità nell’associazione &. Co ed è
piena di iniziative e di voglia di fare. Leggete infatti la lettera che hanno scritto alla nostra redazione.

Belle parole, promesse, passione e spirito d’iniziativa è quello di cui si è nutrita fino ad ora la neo - nata associazione &.Co. Novità unica nel suo genere nel panorama cesanese, l’associazione, formata dai giovani per i giovani, ha finalmente iniziato a muovere i primi passi verso la conquista di un luogo di aggregazione stabile dove potersi sentire liberi di esprimersi, instaurare nuove amicizie o consolidarne di vecchie. Oltre ad un punto di ritrovo fisso, l’associazione &.Co si prefigge anche l’obbiettivo di ottimizzare tutti quei servizi di cui la nostra fascia di età (18- 30) sente l’esigenza, per cercare, attraverso la cooperazione, di dare una nuova immagine a questo paese, che pur offrendo molti servizi ha troppo spesso lasciato nel dimenticatoio i giovani. Quale miglior modo di partire se non dall’analisi di un servizio dedicato principalmente (ma non solo) a noi? Stiamo parlando della Biblioteca comunale di Villa Marazzi. Ottimo test di partenza per valutare la nostra capacità di cooperazione, risultato vincente! Il primo lavoro dell’associazione è stato, infatti, rivolto ad un analisi generale del servizio bibliotecario dalla quale sono emerse delle esigenze da parte dei fruitori, che mettono al primo posto il bisogno di un’apertura in fasce orarie diverse da quelle ordinarie. Per questo motivo l’associazione si è rivolta agli assessori di competenza, dimostratisi piacevolmente interessati a nuove proposte di collaborazione per l’ottimizzazione del servizio. La soluzione probabilmente prevederà un modello di aule studio gestite da noi… con noi intendo anche voi! Perché &.Co è aperta a tutti coloro che abbiano voglia di dare un contributo, in base alla propria disponibilità, sia di tempo che di
idee. Altre iniziative e altri progetti sono già in cantiere, se sei interessato a collaborare con &.Co vuoi conoscerla o hai qualche suggerimento non esitare a contattarci attraverso il gruppo facebook o all’indirizzo mail associazione-eco@googlegroups.com

Consulta degli stranieri, eletta l'assemblea

Consulta degli stranieri, eletta l'assembleaEcco i risultati delle elezioni del 21 febbraio 2010 per l'elezione dei rappresentanti per la consulta degli stranieri.
Sono stati proclamati eletti a seguito dell'elezione, come componenti dell'Assemblea i seguenti candidati:

SAQIB MOHAMMAD RAJA: voti 37, pari al 37,75%
TERESITA CARANGUI: voti 22. pari al 22,45%
PIERRE MOUKALA: voti 17, pari al 17,35%
LUCIA DORJNA PATRICHE: voti 12, pari al 12,25%
SONYA VASILEVA: voti 10, pari al 10,20%
TOTALE VOTI VALIDI 98

Ultimo aggiornamento ( Domenica 28 Febbraio 2010 16:28 )

Nuovo cimitero: ecco cosa scrivevamo nel 2002

Nuovo cimitero: ecco cosa scrivevamo nel 2002

Articolo comparso su L'incontro nel giugno 2002

Dal giugno prossimo inizieranno le operazioni di esproprio dell'area dove realizzare il nuovo cimitero, mentre i lavori dovrebbero iniziare entro l'anno, successivamente alla disponibilità dell'area. Queste sono le scadenze previste nella proposta di realizzazione del nuovo cimitero che l'assessore Sigfrido Lo-savio ha presentato in consiglio comunale nel dicembre scorso. In quella seduta, assenti gli esponenti della minoranza, l'assessore aveva detto che quello era uno dei punti più importanti del programma di governo della sindaca Bruna Brembilla e che era necessario, anzi indispensabile, realizzarlo in quanto il cimitero esistente era stato costruito (fine '800) per una popolazione non superiore a 5000 abitanti.
Per venire incontro al continuo aumento della popolazione, verificatosi dagli anni '60 in poi, ed alla conseguente aumentata richiesta di sepolture, si è provveduto con sopraelevazioni di colombari ed ossari l'ultima delle quali (per 400 colombari) è in corso d'opera. Purtroppo la superficie da destinare ai campi per l'inumazione delle salme non è aumentabile e la disponibilità attuale di 33 posti, è del tutto insufficiente. Per cui, secondo l'architetto Losavio, non si poteva procrastinare ulteriormente la costruzione di un nuovo cimitero in quanto con lo 0,38 mq. per abitante di area cimiteriale (poco meno di un ettaro) Cesano è al di sotto della
mema nazionale ea ai limite della normativa in merito. D'altronde già nel 1978 ne era stata ravvisata la necessità e, nello strumento urbanistico approvato in quell'anno, era stata prevista l'area per un nuovo cimitèro. Su quell'area (21.000 mq.), ubicata lungo la via per Muggia-no, l'attuale amministrazione ha pensato di realizzarne la struttura utilizzando la legge Merloni. La scelta di questa procedura è stata quasi forzata sia per evitare di togliere in futuro fondi ai servizi, sia per non superare nella spesa quel 6% in più in confronto all'an-
no precedente imposto dall'ultima finanziaria del governo Berlusconi. La legge Merloni, infatti, prevede la possibilità di mettere a totale carico del privato la realizzazione di una qualsiasi struttura con relativi servizi. Naturalmente il privato, nell'arco dei 30 anni previsti, potrà recuperare l'investimento effettuato attraverso la riscossione di tariffe per l'utilizzo della struttura stessa. Allo scadere dei 30 anni il Comune entrerà in possesso del manufatto che prevede 480 posti a terra, 4680 colombari, 5100 ossari, 48 cappelle oltre al cimitero
multietnico.
Il nuovo cimitero, sempre secondo la presentazione dell'assessore Losavio, è stato studiato, curandone in modo particolare l'aspetto estetico, per essere inserito in un contesto aperto, vicino ad un bosco che si prevede nell'area di rispetto. Non deve essere una cattedrale nel deserto, ma una struttura che deve integrarsi con le linee guida che sono previste nella nuova variante di Piano Regolatore. Per quanto concerne la gestione, dalla costruzione alla vendita dei colombari, verrà effettuata dal privato. Agli uf-
fici comunali sono demandati i servizi di polizia mortuaria (in quanto non possono essere effettuati da esterni), il controllo delle tariffe.r assegnazione dei loculi, il controllo sulla costruzione.
Commenti e considerazioni
Al di là delle preoccupazioni sulla possibilità di aumenti di prezzi (per i familiari dei cittadini che passano a miglior vita) e dei-dispiacere per l'occupazione di una vasta area a verde, espressi da alcuni consiglieri, la proposta di costruire un altro cimitero è condivisa da tutti i partiti di maggioranza. Unica voce dissenziente quella del diessino Giovanni Moro, esperto del settore, che ha dichiarato senza mezzi termini di non essere d'accordo sulla realizzazione di un altro cimitero. I motivi del suo dissenso sono diversi: 1) se nel passato (ma anche oggi lo si può fare) si fosse gestito l'attuale cimitero con un certo criterio, seguendo con maggiore professionalità e adeguamento ai più recenti ritrovati in materia di seppellimenti ed esumazioni, si sarebbe potuto ottenere quasi un riciclo totale tra nuovi defunti ed esuma-
zioni; 2) non è stata presa nella dovuta considerazione la sempre maggiore richiesta di cremazione che, secondo una statistica ufficiosa, egua-glierebbe la richiesta di inumazione in giardino e nei loculi; 3) nel nuovo cimitero non è stato previsto il forno crematorio che, contrariamente a quelli di Hitler, dal punto di vista estetico non sono visibili e, cosa più importante, non lasciano uscire alcun odore; 4) per fare parchi, piazze ed altro si chiedono mutui mentre un investimento che porta soldi alle casse comunali lo si lascia ai privati; 5) la falda acquifera in quella zona dovrebbe essere abbastanza alta in quanto vicina alla testa di un fontanile ed in periodi di eccessiva piovosità potrebbe creare dei problemi alle inumazioni. Altra considerazione amara emersa dal dibattito, per la verità abbastanza contenuto vista l'assenza della minoranza, è che per evitare che si costruisca dappertutto bisogna prevedere dei cimiteri. Sulle aree di rispetto cimiteriale, infatti, non è possibile costruire.
Comunque c'è qualcosa che non quadra raffrontando i dati statistici commissionati dal Comune con i dati che si possono rilevare dai registri delle entrate ed uscite dei defunti dall'attuale cimitero. Nel 2001, per esempio, dei 254 defunti fino al 31 ottobre, 225 sono state accolti di cui 51 in campo, 57 nei colombari e 17 cremati. E gli altri 100 dove sono finiti?

Ultimo aggiornamento ( Domenica 28 Febbraio 2010 15:57 )

Cooperativa di via Roma: rimossa la copertura in cemento - amianto

Cooperativa di via Roma: rimossa la copertura in cemento - amiantoBuona notizia per l’ambiente e auguriamo giustizia per le vittime
Mentre a Torino si iniziano processano i responsabili delle morti dei lavoratori causate dalla ditta produttrice di Eternit si continua a rimuove il materiale, usato in maniera indiscriminata per anni in tutta Italia.

E’ stata realizzata la bonifica dell’area interna al cortile della Cooperativa Cesanese di via Roma.
La tettoia del bocciodromo, 600 metri quadrati di Eternit  contenente amianto, è stata rimossa da una ditta specializzata nello smaltimento e sostituita con pannelli doppi coibentati. La scelta è stata considerata  un’azione concreta in difesa dell’ambiente e di coloro che nelle vicinanze abitano.
E’ con orgoglio che alcuni soci guardano a questo intervento, consistente sul piano economico, finanziato interamente con i risparmi degli ultimi cinque anni di gestione.

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 21 Gennaio 2010 22:40 )

 

Il Parco Natura, un nuovo parco per Cesano Boscone

Il Parco Natura, un nuovo parco per Cesano Boscone

di Ivana Pirovano


Si è vista un’area verde molto vasta, tra la via Libertà ed il nuovo cimitero, essere oggetto, dall’autunno scorso,  di frequenti lavori di misurazione, aratura, scavi con l’impiego di parecchi uomini e mezzi.  Alcuni trattori hanno lavorato anche al buio e, con le  luci accese e scintillanti, sembravano navigare nello spazio dando l’impressione che fossero delle navette spaziali, ma non sono scesi i marziani.
Per restare sulla terra e  saperne di più abbiamo intervistato l’ing. Luca D’Achille Settore Territorio e Ambiente – servizio Ecologia e Ambiente del Comune di Cesano Boscone.
Il referente politico del progetto è l’Assessore alle Politiche di tutela ambientale Aldo Guastafierro.


D: quali sono le dimensioni dell’area?
R: l’area ha un’estensione complessiva di 18,6 ettari

D: che tipo di piantumazioni sono previste?
R:   Aree di forestazione: circa 7.7 ettari
- numero di piante messe a dimora pari a circa 12320 soggetti.,
- specie autoctone tipiche del quadro vegetazionale dell’area, in accordo con le linee guida suggerite dal Parco Agricolo Sud Milano ed adeguate alle recenti disposizioni regionali relative al problema del Tarlo Asiatico.
Le specie indicate in progetto sono: Quercus robur, Carpinus betulus, Acer
campestre, Alnus glutinosa, Ulmus minor, Prunus avium, Fraxinus excelsior, Malus sylvestris, Populus nigra, Populus alba, Salix alba.
E’ prevista altresì la messa a dimora di una fascia arbustiva (Crataegus monogyna, Cornus sanguinea, Euonymus europaeus, Frangula alnus, Corylus avellana, Prunus spinosa, Prunus padus, Viburnum opulus, Salix cinerea)ad introduzione delle aree di forestazione
Filari: Al fine di caratterizzare l’area d’intervento saranno realizzati filari (170 piante a pronto effetto cioè già sviluppate). In particolare verranno utilizzate le seguenti essenze:
- Via di raccordo al cimitero: Populus nigra ‘ Italica’
- Via della Libertà: Quercus robur ‘ Pyramidalis’
- Ramo secondario Sant’Agnese: Alnus glutinosa
- Delimitazione area agricola: Morus alba L. alternato a Morus nigra L.
Il perimetro dei campi situati nella parte nord dell’area d’intervento, destinata a parco agricolo, sarà caratterizzato dalla messa a dimora di siepi arbustive e filari di vite maritata con gelso.

D: come verrà arredato e attrezzato lo spazio?
R:si tratta di un’area a vocazione naturalistica e quindi a fruizione leggera.
Gli arredi previsti in progetto sono:
- Bacheche e pannelli informativi
- Panchine e cestini
- Recinzioni in legno e passerelle ciclo-pedonali per l’attraversamento dei canali

D: è prevista una pista ciclabile e l’allargamento della strada  carrabile?
R: i lavori in corso per la riqualificazione ambientale saranno coordinati con il progetto di  allargamento della via Libertà.
Questo progetto prevede l’istituzione di un doppio senso di marcia tra via s. D’Acquisto e via Monte Grappa, con attraversamenti pedonali protetti e rotonda a 4 bracci tra via Libertà, S. D’Acquisto e via Fontanile S.Agnese.
Il progetto è già stato approvato ed è in fase di definizione la pubblicazione del bando per l’esecuzione dei lavori.

D:considerando che nei parchi pubblici di Cesano Boscone è vietato l'accesso ai cani, dove è prevista l'area cani e che dimensioni avrà?
R: nei parchi pubblici  non è vietato l’accesso ai cani.
In tutto il territorio comunale valgono le disposizioni su MANTENIMENTO, PROTEZIONE E TUTELA DEGLI ANIMALI previste nel regolamento di Polizia Locale.
Per il Parco Pertini sono previste (ordinanza n. 3/09) apposite prescrizioni per l’utilizzo aree cani all’interno del parco.
Nell’area in progetto, considerato l’ambito naturalistico, non è prevista la realizzazione di un’area limitata da destinare ai cani che potranno circolare su tutta l’area.

D: il parco sarà recintato, sul modello del parco Pertini, oppure sarà sempre accessibile?
R: non è prevista recinzione: l’area sarà sempre accessibile.

D: avete in progetto di adoperarlo come spazio per eventi (concerti, festa patronale, ecc)?
R: le finalità del progetto sono la  riqualificazione, il recupero ambientale e la creazione di un’area con funzioni eco-didattiche (aree umide, recupero della  testa e di parte dell’asta del fontanile Orenella, mantenimento pratiche agricole, recupero manufatti idraulici). E’ prevista inoltre la realizzazione di una struttura dalle caratteristiche compatibili con il valore naturalistico dell’area, che avrà la funzione di presidio e laboratorio didattico.
L’Amministrazione sta valutando altresì la possibilità di realizzare, all’interno dell’area o in area limitrofa di prossima acquisizione, nuovi orti urbani, che andranno ad ampliare l’attuale offerta aggiungendosi a quelli già presenti in via Gramsci.

D: dove sono previsti i parcheggi e quanti saranno?
R: al centro dell’area è già presente l’area parcheggio del nuovo cimitero.
Sarà invece  incentivato, per l’accesso all’area dei frequentatori, l’utilizzo dei numerosi accessi ciclo-pedonali.

D: è stato studiato un piano per la manutenzione futura di così tanto verde, dato che avrà sicuramente dei costi non indifferenti?
R: è già contenuta e finanziata in progetto la manutenzione dei primi due anni a cura dell’ente che sta realizzando i lavori. Per gli anni successivi:
- verrà prevista apposita convenzione con azienda agricola che gestirà l’area a fronte altresì del pagamento di un canone di affitto per le aree agricole concesse in uso.
- sarà valutato, nell'ambito della gestione dell’area, il coinvolgimento delle associazioni ambientaliste presenti sul territorio.
- è in corso la cessione di crediti di CO2 ad aziende private che vogliono compensare le proprie emissioni (un ettaro è già stato acquistato). Questo consentirà al Comune di incassare fondi da impiegare per la manutenzione (per chiarimenti: http://it.wikipedia.org/wiki/Certificato_verde)
Si precisa che le aree a bosco, una volta raggiunta la maturazione, non richiederanno alcun intervento ordinario di manutenzione: la manutenzione interesserà solo le aree a prato e gli spazi limitrofi ai percorsi.

D: quali sono le  previsioni di spesa?
R: l’importo complessivo per l’intervento di riqualificazione naturalistica ammonta a €. 964.314,34 di cui €. 556.839,34 a carico del Comune di Cesano Boscone e €. 407.475,00 finanziato dalla Regione Lombardia.
L’Amministrazione Comunale ha previsto inoltre in bilancio un importo pari a €. 1.075.000,00 per l’esproprio delle aree interessate dal progetto.


D: quali sono le previsioni di termine lavori ?
R: il termine dei lavori è previsto entro la primavera del 2010

 

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 21 Gennaio 2010 21:40 )

Nuovo cimitero, il Comune entra in società con il 40%

Nuovo cimitero, il Comune entra in società con il 40%“Vanno, vengono, ogni tanto si fermano,  e quando si fermano sono nere come il corvo, sembra ti guardano con malocchio” cantava De Andrè. Quelle che si addensano sul cielo della gestione della res publica cesanese sono davvero nere. E sono sempre più numerose. Dal bilancio 2009 sono scomparsi i milioni di euro che, pur legittimamente in ambito di previsione, erano stati posti a bilancio per l’esproprio dell’area adiacente alla nuova stazione ferroviaria Milano-Mortara, che ha aperto i battenti in data 13 dicembre. Tra l’altro la nostra cittadina beneficerà sin da subito di un idoneo strumento per togliere il traffico in direzione Milano. L’utilissimo orario prevede , infatti, che al mattino, in direzione Milano, sia possibile  salire sul treno alle 7:11, 10:18; 12:18. Orario di lavoro permettendo, una cuccagna! Ma se l’orizzonte ferroviario è grigio, quello che riguarda la gestione dei cimiteri cittadini è nero.  Ripercorriamo i fatti che hanno portato alla realizzazione del nuovo cimitero inaugurato il 12 luglio del 2007, ossia poco più di due anni or sono. L’opera è stata realizzata facendo ricorso al Project Finance  (in italiano “finanza di progetto”): “un’operazione di finanziamento di una specifica iniziativa economica, realizzata tramite un’entità costituita ad hoc, in cui i flussi di cassa derivanti dalla gestione rappresentano la fonte primaria per la copertura del servizio del debito” (Nevitt, Fabozzi, 2000).  Le caratteristiche distintive del project finance possono essere ricondotte ai seguenti elementi: a) il Self-sustaining, ossia la capacità del progetto di auto sostenersi generando flussi di cassa sufficienti a coprire i costi di investimento e i costi operativi, a rimborsare il servizio del debito ed a remunerare il capitale di rischio investito; b) il Ring fence, ossia la separazione giuridica ed economico-patrimoniale tra il progetto e i suoi sponsor mediante la costituzione di una società ad hoc chiamata Società di progetto o Special Purpose Vehicle (S.P.V.) al fine di isolare i flussi di cassa e gli asset del progetto dalle altre attività imprenditoriali degli sponsor.; c) il Risk sarin, ossia la  ripartizione ottimale dei rischi di progetto tra i diversi soggetti coinvolti nell’iniziativa, allocando i rischi in capo ai soggetti che hanno le competenze per mitigarli nel modo più efficiente ed efficace. In parole semplici possiamo dire che è uno strumento per realizzare un’opera tramite una società appositamente costituita, che  si presume abbia maggiori capacità gestionali rispetto all’affidatario del progetto e sia in grado di realizzare un’opera gestendola in modo ottimale ricavando da essa quanto necessario per coprire l’investimento fatto e,  trattandosi di una società e non di una onlus, per generare un lucro che remuneri il capitale investito.  E’ uno strumento perfettamente legale previsto prima dalla cosiddetta legge Merloni  sui lavori pubblici e poi  dall’art 153 del Codice degli Appalti pubblici.  Chiarito lo scenario giuridico entro cui ci si muove e puntualizzato il perché si ricorre a questo strumento finanziario, consultando il sito Osservatorio Nazionale di Project Financing cerchiamo di capire cosa prevedeva il progetto presentato per la realizzazione del nuovo cimitero. Innanzitutto si partiva dal presupposto che il vecchio cimitero non fosse più sufficiente alle esigenze della nostra città. Sino ad allora si era utilizzato il sistema di realizzare, in lotti successivi,  il sopralzo dei loculi esistenti. L’introito della vendita di un lotto costituiva il budget prevalente per la realizzazione del lotto successivo. I sopralzi sono evidenti sul lato del cimitero vecchio verso Milano. Tale procedura non continuò su entrambi i lati e sul fronte del cimitero quando si decise la realizzazione del nuovo cimitero. Il progetto nasce nella convinzione di dover soddisfare la richiesta di sepoltura di una popolazione di circa 24.500 persone, popolazione tendenzialmente stabile, alla quale, per le valutazioni del fabbisogno, si aggiunse una quota comprendente una quota di immigrazione o di ritorno da condizioni di emigrazione, il tutto per un fabbisogno complessivo stimato in  27.000 abitanti. Alla luce di queste considerazioni il dimensionamento del progetto è stato così determinato: Abitanti 27.000  Indice di mortalità 1.20 ( 27.000 ab. X 1.20 = 3.240 decessi in 10 anni)  Cremazione 15% X 3.240 = 480 ; Inumazione 15% X 3.240 = 480 ; Tumulazione 70% X 3.240 = 2.280  Considerando un arco temporale di  30 anni, i cicli di rotazione e le possibili variazioni di tendenza per le opzioni sul tipo di sepoltura, si arrivò  dimensionamento finale del progetto  come di seguito indicato:

Dimensioni di progetto

 LOTTO

    1

     2

   3 

   4       

  5       

 6

  TOTALE

 LOCULI

  840

    840

   720  

 720

720

840

   4680

 OSSARI

  700

    700

 1400

 1200

1400

0     

   5400

 CAPPELLE

   15

    15    

   0

    9

9

0

      48

 INUMAZIONI

  120

   120

   0

 120

120

0

    480

 



Ricordando che secondo la normativa le  offerte  per la realizzazione dei project finence ” devono contenere”, tra l’altro, anche un “piano economico-finanziario asseverato da una banca” attestante che entrate e spese previste siano idonee alla realizzazione dell’opera, è lecito ritenere che tutto il piano finanziario si muovesse nel presupposto di  9720 decessi in 30 anni ed un’offerta finale di loculi, ossari ed inumazioni per 10560 unità. Il 6° lotto, infatti, costituisce l’esubero rispetto alle effettive necessità stimate.
Il nuovo cimitero è stato realizzato ed è ora gestito unitamente al vecchio, da una società di diritto privato nata per tale scopo, la S.C.C., Servizi Cimiteriali Cesanesi, capitalizzata per 1,2 milioni di euro, di cui ad oggi sono soci la cooperativa CMB di Carpi, la Banca Agricola Mantovana S.p.A. (Gruppo Monte dei Paschi) e la Sofinco S.p.A., finanziaria di Modena. Secondo il sito  Osservatorio Nazionale di Project Financing  queste due ultime realtà avrebbero una partecipazione del 10% ciascuna nella società ed avrebbero finanziato il progetto.  In sede di aggiudicazione l’Amministrazione riuscì  ad ottenere, per tutta la durata della concessione, un canone annuo di 25.000 euro indicizzato in base all'inflazione (25000€ per 30 anni significano un introito complessivo di 750.000€ a cui si devono aggiungere gli introiti per la rivalutazione istat annuale).  Ma veniamo ad oggi.
Il 9 novembre l’ufficio stampa del Comune ha lanciato una nota nella quale si dice che  la riduzione del tasso di mortalità (0,79 dato cesanese contro uno nazionale  dello 0,90) ed il diffondersi dell’uso di ricorrere alla cremazione, ha indotto “il concessionario dei servizi cimiteriali a fare marcia indietro” chiedendo all’Ente di intervenire direttamente con un contributo onde evitare una azione di rinuncia, che significherebbe per  il Comune o assumere direttamente la gestione del cimitero o bandire una nuova gara per la sua gestione. A fronte di tale opzioni una terza via è stata scelta dall’Amministrazione: non erogare  denaro pubblico a fondo perduto, non assumersi l’onere diretto di gestione  ma acquistare “una partecipazione del  40%” della società di gestione in perdita. Nel comunicato si individua nei fattori di crisi rilevanti l’incremento delle cremazioni che sarebbero lievitate dal 10-15% previsto al 30%. A dire il vero, sempre sul citato Osservatorio Nazionale di P.F. c’è un’intervista nella quale  l’ing. Marchesi, direttore commerciale della CMB, azionista maggioritario della SCC, affermava (in un passo si parla di gestione del cimitero da un anno e quindi l’intervista è collocabile nel 2008) che già allora le cremazioni erano “intorno al 30% con tassi di crescita esponenziali” e che “alla luce di questi cambiamenti è quindi necessario monitorare costantemente i progetti onde evitare spiacevoli sorprese”. Se il dato era già noto come mai è trascorso un anno senza che si facesse nulla per invertire la rotta gestionale del cimitero? E poi. Non è il caso di valutare meglio il perché la cremazione abbia avuto tanta diffusione? Nel cimitero cesanese un loculo ha un costo elevatissimo, non paragonabile a quelli degli altri comuni a noi vicini. In genere per i residenti i costi sono inferiori a quelli dei non residenti. Bene, se un cesanese decidesse di farsi tumulare in uno dei cimiteri dei comuni vicini, ad esempio a Buccinasco, pagherebbe di meno che avere l’ultima dimora sul suo territorio. Ecco dunque che al trend culturale generale si unisce in modo evidente la leva economica che  induce a ripiegare sui meno costosi ossari o cenerario  piuttosto che  sui loculi. E se per un colombaro di trentennale in  2° fila si devono pagare 4545€ (9090€ se non si è residenti), si capisce perché molti optino per l’ossario cinerario che, sempre in 2° fila, ha un costo di 206€ (412€ per i non residenti). Specie in questi tempi di crisi economica  purtroppo si fanno anche questi conti. Ed è chiaro che per coprire 1 loculo occorrono 22 cinerari. Se poi, aimè, si ha il brutto vizio di voler campare a lungo, è certo che i problemi sorgono.
Una verifica fatta presso gli uffici comunali ci ha dato come riscontro che non si tratterebbe di una decisione già assunta, bensì di una ipotesi di studio. Salvo poi concludere che si tratta di una ipotesi in avanzatissimo stato d’avanzamento. Del resto, se così non fosse, non si comprenderebbe il comunicato stampa diffuso. Entrare con un 40% in una società siffatta cosa significherebbe? Beh, se ipotizziamo una società capitalizzata per 1,2 milioni di euro, acquistare il 40% significherebbe versare nelle casse societarie denaro fresco per 480000€. O individuare soluzioni che, ad esempio, prevedano un minor esborso ma una contemporanea riduzione o annullamento del canone di 25000€ annui (riducendo il monte dei 750000 € in 30 anni previsti per le casse dell’Ente). A fronte del dichiarato intento secondo cui, entrare in società significherebbe avere anche un maggiore controllo su di essa (ma allora oggi il controllo è più lasco…?) , in tempi di scarsi o nulli trasferimenti da parte dello Stato centrale, è lecito domandarsi se, acquisire una quota societarie e quindi quote di beni, voglia anche costituire il presupposto per potere, in futuro, chiedere  di accedere a finanziamenti e crediti ponendo a garanzia tali proprietà. Ma anche altre domande si pongo. E’ stato valutato il potenziale che ancora può fornire il vecchio cimitero? Se come pare un campo si sta progressivamente liberando e molte concessioni di loculi sono in scadenza, sarebbe opportuna una attenta analisi su ciò che già si dispone prima di addentrasi in un futuro incerto, con realizzazioni che poi risulteranno inutili alle necessità della collettività. Domande lecite, crediamo,che possono indurre a personali riflessioni. E in ultimo una ciliegina. Pare che anche per la piscina sia in atto un piano di studio per la revisione della attuale convenzione perché anche questa società promotrice del Project Financing non versa in ottime acque. Sarà anche vero che le situazioni sono differenti giacché l’interesse della P.A. per il cimitero non è differibile trattandosi di servizio pubblico essenziale mentre la piscina non lo è, ma resta il fatto che dopo tanto parlare sarebbe bello per i cesanesi poter avere quella piscina che tanto, a suo tempo, aveva occupato le cronache per i sabotaggi che avrebbe subito nel periodo della campagna elettorale. Una inaugurazione silenziosa in agosto e poi il cantiere è tornato ad essere avvolto dalle nebbie, forse anche per i problemi che ora paiono delinearsi.  Le nuvole “vanno, vengono, ogni tanto si fermano,  e quando si fermano sono nere come il corvo”. Speriamo non tempesti!

Per fare centro? ci vuole il WiFi!

Per fare centro? ci vuole il WiFi!

Quando il nostro centro storico é stato trasformato in area pedonale molti cesanesi avranno sicuramente tirato un sospiro di sollievo. E' bello pensare di fare una tranquilla passeggiata senza essere immersi nel caotico traffico cittadino ma, come ogni cosa, anche la tranquillità ha il suo prezzo. Lo sanno bene i commercianti del centro che, con l'eliminazione della viabilità, si sono visti togliere anche un'ampia fetta di potenziale clientela. Molte proposte sono state avanzate per arginare il problema cercando di pubblicizzare le attività commerciali del centro ma, almeno fino ad ora, non ci sono state proposte che mirassero alla pubblicizzazione del centro stesso. Ma allora come potremmo trasformare la tanto discussa area pedonale in un centro di aggregazione in grado di “richiamare la gente in piazza” valorizzando il nostro centro e “gli affari” dei suoi esercizi commerciali? La risposta é semplice ed é sotto gli occhi di tutti: con la tecnologia, con il WiFi.
Il WiFi (Wireless Fidelity) già ampiamente diffuso in ambito domestico é una tecnologia che, sfruttando le onde radio, consente l'accesso senza fili a internet a tutti quei dispositivi (notebook, palmari, cellulari) abilitati a usufruirne (per maggiori informazioni http://www.retisenzafili.com/guide/Lguide.asp?id=2).
L'idea sarebbe quella di creare una WiFi area che copra l'intera zona pedonale del centro che consenta, previa registrazione, un accesso gratuito a internet per tutti i visitatori.
Immaginate quante persone potrebbero essere invogliate a fare una passeggiata per il centro avendo a disposizione una connessione gratuita che, magari, gli consenta di telefonare a un amico attraverso il proprio client VoIP (http://it.wikipedia.org/wiki/Confronto_tra_software_di_VoIP) oppure di tenere sott'occhio la propria agenda online o la posta elettronica scaricandola sul proprio iPhone o, ancora, aggiornare il proprio profilo Facebook sorseggiando un caffè nel bar del centro o gustandosi un buon gelato su una panchina durante una pausa di lavoro o di studio. Chiaramente l'accesso andrebbe regolamentato e ristretto con opportune politiche basate su tipologie di contenuti visionabili e su fasce orarie di abilitazione del servizio. Se consideriamo poi che questa tecnologia potrebbe essere sfruttata per coprire la zona con videocamere IP (http://www.distrilan.it/ipcamera.html) direttamente connesse con le forze dell'ordine, si può capire come sia inoltre possibile elevare il livello di sorveglianza e di sicurezza delle zone coperte dalla WiFi area. Analizzando quest'ultimo aspetto troviamo però un'anomalia a livello normativo che potremmo definire come il paradosso de “la sicurezza che limita la sicurezza”: il “decreto Pisanu” (normativa italiana antiterrorismo) in vigore dal 2005 sancisce l'obbligatorietà per ogni utente che usufruisce di una WiFi area di essere identificato all'atto della registrazione da un documento d'identità. Questo tipo di procedura è complesso e ha ovviamente limitato fino ad ora la diffusione di reti WiFi pubbliche e, quindi, anche la possibilità di “agganciare” ad esse delle videocamere IP. Da notare come questa anomalia affligga solo ed esclusivamente lo Stato italiano. Fortunatamente é stata recentemente depositata dal deputato Roberto Cassinelli una proposta di legge ( http://www.robertocassinelli.it/pdl2962.pdf) che, se approvata, dovrebbe consentire la connessione a reti WiFi pubbliche anche senza identificazione diretta in fase di registrazione (per maggiori informazioni http://robertocassinelli.blogspot.com). In attesa di ulteriori sviluppi sulla questione possiamo concludere che i vantaggi e le potenzialità delle WiFi area sono davvero numerose e vanno ben oltre a quelle appena menzionate e, per questo, dovrebbero essere prese in seria considerazione da parte di qualsiasi amministrazione comunale come strumento per il miglioramento dei servizi offerti al cittadino e per la valorizzazione del territorio, e voi cosa ne pensate? Rispondete al sondaggio sul nostro sito.

Alessandro Pezzuto  

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 07 Dicembre 2009 19:31 )

Presentato il progetto "Luoghi e sensi dell'arte"

Presentato il progetto

LA POPOLAZIONE DEI DISABILI DELLA S. FAMIGLIA: NON SOLO OSPITI GRADITI SUL TERRITORIO CESANESE, MA VERI E PROPRI ATTORI
La stessa storia, della città di Cesano Boscone e dei suoi cittadini, non potrebbe mai avere un percorso slegato dalla presenza della Sacra Famiglia sul nostro territorio. Sono molte le cose che da decenni hanno accomunato le due entità. Sicuramente anche da questa valutazione deve essere scaturita la decisione del Mo.V.I. (Movimento di Volontariato Italiano) di proporre un progetto dal nome "Luoghi e sensi dell'arte" che coinvolgesse anche il nostro comune. La presentazione dell'iniziativa è stata fatta in conferenza stampa nella sala Cornaggia dell'Istituto S.F. dalla coordinatrice del progetto, Manuela Picozzi. Ha descritto un progetto che vedrà impegnata la Fondazione Istituto Sacra Famiglia, il comune di Cesano Boscone e le associazioni di volontariato "Gupih" (Genitori Uniti per l'Integrazione Handicappati) e "Veronica Sacchi" (che promuove e sostiene il volontariato giovanile). L'idea proposta dal Mo.V.I. è quella di utilizzare l'espressione artistica nelle sue diverse forme come le arti espressive, drammatizzazione, musica e arti plastico figurative dove sviluppare un lavoro fatto da gruppi di disabili e persone normodotate. Il sindaco di Cesano Boscone, Vincenzo D'Avanzo, presente con la sua vice Lilia Di Giuseppe, intervenendo si è dichiarato pienamente disponibile a questa iniziativa dove vede coinvolto il comune e suoi concittadini, e l'ha definita come un richiamo all'integrazione e alla solidarietà, e un importante arricchimento reciproco fra le due realtà. I lavori artistici, di musica e recitazione, che verranno preparati, verranno rappresentati sia in S. F. sia negli spazzi esterni che il comune metterà loro a disposizione. L'intero progetto si svolgerà nell'arco di un anno e a conclusione verrà presentato uno spettacolo teatrale aperto a tutta la cittadinanza realizzato dai disabili e dai normodotati. Alla conferenza erano presenti anche la presidente del Mo.V.I. e vicepresidente della S. F. Grazia Maria Dante, che ha illustrato l'importanza che i gruppi di volontariato rivestono all'interno dell'istituto, definendoli un valore ormai irrinunciabile e la responsabile del settore Irma Grilli. La popolazione di disabili sempre più protagonisti e attori della vita di Cesano Boscone e non più soltanto ospiti è questo il grande progetto che ci vedrà coinvolti e protagonisti, uno scambio di punti di vista da diverse angolature fra gli ospiti e noi, cosi detti normodotati.

Ultimo aggiornamento ( Martedì 01 Dicembre 2009 20:26 )

UNA GIUNTA COMUNALE... IN MEZZO AI BINARI

UNA GIUNTA COMUNALE... IN MEZZO AI BINARIGiunta straordinaria oggi pomeriggio al parcheggio che le R.F.I. stanno realizzando nell’ex campo sportivo- di fianco al magazzino METRO- e che dovrà servire la futura fermata della metropolitana leggera prevista sul nostro comune. Motivo della clamorosa iniziativa del sindaco e la sua maggioranza è quello di richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica per un dissenso totale nei confronti delle soluzioni  che la società ferroviaria continua a portare a compimento nonostante ci fossero state precise richieste  da parte dell’amministrazione cesanese a valutare altre proposte ritenute più vantaggiose per i suoi cittadini. In effetti, guardando i lavori che stanno proseguendo, della richiesta di un parcheggio interrato con la possibilità di sviluppo alla parte superiore d’altre soluzioni, neppure l’ombra, le R.F.I. stanno realizzando ciò che il primo cittadino e la sua giunta hanno sempre contestato: un parcheggio a raso. Problemi d’ordine pubblico e un minore introito da versare nelle casse comunali, sono state le questioni ancora oggi rilanciate e sostenute. “Ciò che oggi questi signori (R.F.I.) stanno facendo ha dell’assurdo, stanno realizzando un’opera che costa alla comunità un sacco di soldi e che poi dovranno demolire, spendendone altri”, ci ha tenuto a sottolineare il Sindaco D’Avanzo “e quando a Dicembre ci sarà l’inaugurazione del raddoppio della tratta realizzata, non penso proprio che parteciperò come primo cittadino a questa cerimonia per manifestare ulteriormente il mio dissenso per questa situazione”.

Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 18 Novembre 2009 20:40 )

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AVIS, la festa del donatore

AVIS, la festa del donatoreCon la premiazione di ottanta donatori (da 73 a 6 prelievi) aderenti all’associazione cesanese Avis, si è conclusa domenica mattina 25 ottobre la Festa del donatore che ha visto numerosi partecipanti alle varie manifestazione in programma.
Al convegno medico che si è tenuto il venerdì precedente presso l’Antica rimessa delle carrozze, in villa Marazzi, più di cento persone hanno sottoposto il dottor Marco Soncini, gastroenterologo dell’ospedale San  Carlo, a numerose domante sul reflusso gastroesofageo malattia che era il tema del convegno stesso. Il dottor Soncini ha illustrato le varie novità sulla malattia rispondendo in modo circostanziato alle varie domande non esimendosi dal dare utili consigli ai vari soggetti.
La domenica successiva, dopo la santa Messa presso la Parrocchia di San Giovanni Battista e la posa di una corona al Monumento al donatore, i numerosi avisini, con i rispettivi familiari, si sono ritrovati nuovamente in Villa Marazzi per concludere la manifestazione.
Particolarmente apprezzato, specialmente dai bambini, e molto applaudito lo spettacolo del mago Tittix che si è esibito in diversi numeri di magia, compreso la lievitazione dei corpi, che ha anticipato la consegna dei premi.
Luigi Carcano è stato Il primo avisino ad essere premiato con un distintivo in oro con rubino, per le sue 73 donazioni, premio consegnatogli dalla presidentessa della sezione, Laura Di Giovanni. Lo hanno seguito sul podio, se così si può dire, Ivan Arrigo (59 donazioni), Sabina Dipace (53), Antonio Califano (54), Marco Fortini (51), Carlo Gadaleta (50), Vittorino Gibertoni (50), Tiziano Sarzi Sartori (49) e Roberto Sturniolo (47) premiati dalla stessa presidentessa con un  distintivo in oro.
Il vice presidente, Maurizio Viola ha premiato con un distintivo d’argento dorato gli avisini che hanno raggiunto le 25 donazioni: Nicola Maria Mona, Giancarla Mosca, Patrizio Abbiati, Ennio D’Ercole,  Maurizio Lepore, Davide Masiero, Spiridione Pazzariello, Enzo Pellicani, Riccardo Petruzzelli, Michele Tenace e Mario Vigo.
A seguire cono stati premiati 21 donatori, con distintivo in argento, per aver raggiunto le 16 donazioni e 39 donatori con distintivo in rame per aver raggiunto le otto donazioni.
Un ricco aperitivo ha concluso la manifestazione.
 
 

Circolo ARCI, immigrazione e diritti

Circolo ARCI, immigrazione e dirittiNella serata organizzata dal circolo ARCI Cesare Terranova, lo scorso 23 ottobre

Non avere paura: apriti agli altri, apri ai diritti
Lo stato attuale delle politiche migratorie in Italia


Qual è l’impatto della legge sull’immigrazione del governo Berlusconi? Riduce o ingigantisce i problemi? Questo l’incipit di un interessante convegno organizzato dal circolo ARCI del quartiere Tessera, con un variegato partèrre di relatori in cui abbiamo avuto il piacere di trovare l’avv. cesanese Luigi Stolfa, don Giancarlo Quadri, responsabile pastorale migranti dell’arcidiocesi di Milano, Giuseppe Vallifuoco, responsabile dipartimento immigrazione della CGIL Milano, Ilaria Scovazzi, Responsabile delle politiche sociali – Arci Milano e Çlirim Muça, poeta albanese. Assente tra il pubblico la rappresentanza politica del centro destra, evidentemente poco interessata al tema della serata.
In Italia ci sono 4 milioni di immigrati regolari: “L’immigrazione è ormai un sistema di vita globale” - come ha detto don Giancarlo Quadri – “verso il quale è inutile chiudere gli occhi e chiedere di mandare via tutti”. Evidentemente una voce poco ascoltata dal governo, che invece di progettare un futuro di convivenza civile si trincera dietro politiche di esclusione e diffidenza, attraverso una legge, la famigerata Bossi-Fini, inefficiente anche nei confronti dei propri obiettivi dichiarati e sperperatrice di denaro pubblico. Come hanno sottolineato Giuseppe Vallifuoco e Ilaria Scovazzi, le procedure per assumere in regola uno straniero sono assurde e lontane dalle reali necessità del lavoro, dato che prima dell’assunzione è impossibile conoscere la persona che lavorerà nella propria azienda, o che accudirà i propri cari come badante. Negli ex CPT, Centri di Permanenza Temporanea (ora denominati Centri di Identificazione ed Espulsione), l’identificazione dei migranti è spesso difficile, perché dipende dalla collaborazione dei rispettivi consolati, e l’espulsione è altrettanto ardua da realizzare, dato che non sempre sono presenti accordi con il paese di destinazione (come nel caso delle transessuali brasiliane, rifiutate dal governo Lula). La triste verità è che i CPT sono delle super carceri, difficili da visitare perfino per i consiglieri regionali, con costi fino a quasi quattro volte quelli di un normale centro di accoglienza, del tutto inutili se alla fine del periodo massimo di 6 mesi non è avvenuta l’espulsione, dato che oltre tale scadenza gli immigrati devono essere rilasciati. Luoghi dove, è doveroso ricordare, prima dell’istituzione del reato di immigrazione clandestina si veniva privati della libertà per un illecito amministrativo.
Per fermare il degrado culturale verso il quale sta scivolando il nostro paese, per arginare il rischio di una società destinata a una frattura, don Giancarlo Quadri ha immaginato una Scuola di Costituzione italiana per stranieri. Anche nella nostra città non mancano i progetti di integrazione, basti pensare alla Consulta degli Stranieri, recentemente istituita. Nel ricordare il passato degli italiani, popolo di migranti, il nostro sindaco D’Avanzo ha citato la figura del padre, emigrante “al contrario” in cerca di fortuna in Albania: “A Cesano ci sono ormai 33 etnie diverse, e per me un cittadino straniero e uno italiano sono cesanesi allo stesso modo”.
Dopo aver imposto l’importanza del tema del riconoscimento dei diritti politici, il voto in primis, il messaggio finale del poeta Çlirim Muça è stato forte e ha riassunto pienamente l’obiettivo della serata: “Dobbiamo ribellarci alla brutalità dei nostri tempi, perché l’Italiano che oggi si abitua all’ingiustizia verso l’altro, domani rimarrà indifferente anche all’ingiustizia verso se stesso”.

Agostino Sepe

Ultimo aggiornamento ( Domenica 25 Ottobre 2009 17:03 )

Puliamo il Mondo 2009

Puliamo il Mondo 2009Circa settante persone domenica 27 settembre si sono presentate al gazebo di Legambiente nel giardino di Villa Marazzi per partecipare alla giornata di Puliamo il Mondo 2009. Una bella giornata di sole ha favorito la manifestazione per cui i vari partecipanti, adulti, giovani e bambini, con cappellini, pettorine gialle, guanti e sacchi si son messi a ripulire i luoghi precedentemente scelti. In circa 2 ore sono stati ripuliti  il parcheggio del supermercato Il gigante  (il posto non è stato scelto a caso,  si è notato da tempo che  l’area non viene periodicamente pulita ), il parcheggio di via Vespucci all’ingresso del parco Pertini, tutta la Via Vespucci  fino all’Oasi dei nuovi nati, dove al termine della faticaccia tutti i partecipanti hanno pranzato con salami e formaggi prodotti nel Parco Agricolo Sud Milano. Il bottino della giornata è stato particolarmente ricco (dal momento che non è stata ripulita una zona periferica), una batteria d’auto abbandonata sul marciapiede, un pneumatico di un grosso mezzo (trattore o ruspa), tanta carta, bottiglie di vetro e di plastica. Si è notato che le strade e i marciapiedi vengono regolarmente puliti, il problema sono le aree dove non passano i mezzi meccanizzati della pulizia delle strade: aiuole, bordure, parcheggi e aree ancora in fase di sistemazione a seguito delle nuove costruzioni (terminate o ancora in fase di costruzione) nella parte finale della via Vespucci  dalla scuola Monaca alla piattaforma ecologica, in queste aree la  caccia ai rifiuti ha dato  tanto da fare ai volontari!! Una stranezza da segnalare, nel parcheggio del supermercato Il gigante sono stati trovati parecchi  deodoranti per auto (il classico alberello o simili),  qui mi viene da pensare che i cittadini cesanesi  tengono particolarmente al profumo delle loro auto, ma non alla pulizia del loro paese.
Il Circolo Abete Rosso ringrazia il Comune di Cesano Boscone per il patrocinio, e soprattutto tutte le persone che con la loro partecipazione hanno contribuito alla buona riuscita della manifestazione.

Carlo Sacchini, Circolo Abete Rosso - Legambiente

Piscina: I futuri gestori dell’impianto: “I ritardi? Troppa burocrazia”

Prima della chiusura della piscina scoperta abbiamo incontrato i sig.ri Ongaro e Gandini, rappresentanti della cooperativa Iros, la società che si occuperà della gestione del centro acquatico una volta ultimato. “Facciamo parte di un consorzio di cooperative che dal 1985 gestisce impianti analoghi a Vigevano, Rosate, Motta Visconti, Vermezzo, Gambolò. Conosciamo bene il settore, e possiamo dire che mai come questa volta ci erano capitate tante sfortune una in fila all’altra…”. Oltre agli ormai noti ritardi attribuiti a furti, atti vandalici, e a un inverno 2008-2009 particolarmente rigido, Mauro Ongaro punta il dito contro la solita burocrazia: “È inaccettabile dover aspettare 18 mesi per l’allaccio dell’acqua e altri 6 mesi per quello del gas, sono cose che succedono solo in Italia…”.

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Spazio sociale di via Trento: lettera aperta del gruppo giovani

Spazio sociale di via Trento: lettera aperta del gruppo giovani

Nuove generazioni di Cesanesi hanno voglia di esprimersi

“Se si passeggiaste per le vie di Cesano Boscone in una qualsiasi serata estiva molte cose si potrebbero notare con piacere. I miglioramenti fatti, visibili sul territorio, a livello di ordine urbano, servizi offerti e infrastrutture sono visibili. Certo è stata venduta un po´ di “anima agricola” a favore di una buona dose di cemento, ma tante volte il fine  giustifica i mezzi. Altre cose potrebbe notare l´ignoto passeggiatore. Buttando uno sguardo qua e là, gli sarà facile scorgere il tipico cittadino cesanese: passo corto e fiato ancor di più, movimenti lenti, marcato uso del dialetto (e soprattutto del bastone), viso segnato dal tempo, occhi vissuti... insomma ci siamo capiti...


Ultimo aggiornamento ( Venerdì 09 Ottobre 2009 15:49 )

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