L'incontro Periodico di Cesano Boscone

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Sep 10th
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PERCHE’ LE DONNE NON VOTANO LE DONNE?

PERCHE’ LE DONNE NON VOTANO LE DONNE?

Alla ricerca dei possibili percorsi di cambiamento

Nella sala Ilaria Alpi a Cesano Boscone, il 21 maggio scorso, si è svolto l’incontro “PERCHE’ LE DONNE NON VOTANO LE DONNE”,  promosso dal circolo donne SIBILLA ALERAMO.
Hanno presentato la tematica Arianna CENSI - esperta politica di genere e Rosella BLUMETTI - neo assessora Comune di Corsico.  Coordinatrice Bruna BREMBILLA consigliera provinciale di Milano.
Dal dibattito sono emersi parecchi punti di riflessione.  La società italiana a tutti i livelli sia sociali che politici e industriali è amministrata da uomini che hanno adeguato orari, visioni, gestioni ai loro tempi e metodi, laddove i tempi, troppo spesso, impongono orari di lavoro esageratamente dilatati e non sempre fruttiferi ed i metodi tengono conto solo dell’intelligenza maschile, eludendo completamente quella femminile che invece è necessaria per avere una capacità di visione che completa quella maschile e che può essere messa al servizio della comunità.
In Italia più della metà di chi vota è donna, ma più dell’80% di chi governa è uomo.  A livello industriale le leve del comando nel 90% dei casi sono in mano a uomini, anche dove le forze lavoro sono per lo più femminili.  Il 10% delle donne non riesce quindi a cambiare e migliorare un potere gestito da una classe politica vecchia non solo per l’età, ma anche per il modo di essere dove prevalgono il clientelismo, la sopraffazione, gli imbrogli, la non trasparenza ecc. ecc. ecc.
Va anche detto che le donne, contrariamente agli uomini,  non hanno capacità aggregativa, tendono alla perfezione e sono troppo critiche con se stesse ritenendosi non idonee e qui entrano in gioco gli insegnamenti e la cultura del popolo italiano.
A ciò va aggiunto che una donna dedica alla famiglia (figli, genitori, mariti) ogni giorno 2 ore e 47 minuti, contro i 14 minuti di un uomo, di conseguenza il suo tempo è prezioso e non ritiene giusto sperperarlo, per esempio, in riunioni - troppo spesso inconcludenti - che iniziano alle ore 21 e non si sa quando termineranno.
Eppure dove il genere femminile si coalizza e ci crede riesce a vincere.  A Corsico, nelle ultime elezioni amministrative è stata eletta a Sindaco una donna che viene supportata da consiglieri e assessori divisi al 50% fra i due sessi.   Le donne devono essere consapevoli e credere al potere che possono esercitare, ma pensando di più al servizio.
Finora le donne hanno votato gli uomini, adesso si rendono conto che si possono candidare.

Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 02 Giugno 2010 22:20 )

18 marzo 1848. La prima delle 5 giornate di Milano

18 marzo 1848. La prima delle 5 giornate di Milano

Il 18 marzo 1848 Milano si ribellò al governo austriaco. In 5 giorni di combattimenti il popolo milanese sconfisse l'esercito occupante. Chissà se tra gli insorti ce n'era qualcuno proveniente da Cesano Boscone o da Corsico o da Baggio, a quel tempo paesi immersi nella campagna?

Ecco come il sito internet Wikipedia ricorda quegli avvenimenti:(http://it.wikipedia.org/wiki/Cinque_giornate_di_Milano)

Cinque giornate di Milano è la locuzione con cui si indica uno dei maggiori episodi della storia risorgimentale italiana del XIX secolo.

Quasi contemporaneamente ai moti popolari del 1848 che si sollevarono nel Regno Lombardo-Veneto, insorgeva, il 18 marzo di quell'anno la città di Milano: fu, questo, il primo episodio a testimonianza dell'efficacia dell'iniziativa popolare che, guidata da uomini consapevoli degli obiettivi della lotta, poteva rivelarsi in grado di influenzare le decisioni dello stesso Re di Sardegna.

Il presidio dell'Impero austriaco a Milano era munitissimo e comandato da un generale di lungo corso, Josef Radetzky. Sebbene più che ottantenne, Radetzky era energico e rigido: la vera espressione della severa mentalità militare austriaca che non aveva alcuna intenzione di cedere.

La città allora era capitale del Regno Lombardo-Veneto, parte dell'Impero Austriaco. La dominazione austriaca era dura, e finalizzata soprattutto a spremere il più possibile finanziariamente quella che era la parte più prospera e sviluppata dell'Impero. Da qui il malcontento della popolazione, ed il desiderio di liberarsi dal giogo per partecipare alla costruzione di una nazione italiana libera ed indipendente.

A scatenare la rivolta fu un episodio apparentemente insignificante. L'Amministrazione austriaca aveva imposto una ennesima tassa, questa volta sul tabacco ed i sigari. I milanesi allora per protesta decisero di non fumare più.

Il generale Radetzky mandò in giro dei soldati austriaci a fumare ostentatamente sigari per le strade. Successe che un popolano, sentendosi provocato da un austriaco che gli sbuffava il fumo in faccia, e probabilmente esasperato dall'astinenza, gli strappò il sigaro dalla bocca e lo gettò per terra. Al tentativo del soldato di arrestarlo, i presenti ne presero le difese, mettendo in fuga gli altri austriaci che nel frattempo erano accorsi. La rivolta dilagò per tutta la città.

L'intera popolazione combatteva per le vie innalzando barricate, sparando dalle finestre e dai tetti, inviando messaggi per mezzo di palloni agli abitanti delle campagne per esortarle a prendere parte alla lotta. Si formarono un Governo provvisorio di Milano presieduto dal podestà, Gabrio Casati, e un Consiglio di guerra, di cui era anima Carlo Cattaneo. La resistenza fu organizzata con intelligenza e decisione; eroici furono i Martinitt, i fanciulli dell'orfanotrofio, che si offrirono come portaordini per collegare i vari punti della città col consiglio di guerra.

Radetzky, considerata la difficoltà di resistere nel centro della città, l'assediò con le forze di cui disponeva, ma timoroso d'essere attaccato alle spalle dall'esercito piemontese e dai contadini provenienti dalla campagna, preferì ritirarsi.

La sera del 22 marzo 1848, gli Austriaci si ritiravano verso il "Quadrilatero" (la zona fortificata compresa fra le quattro città di Verona, Legnago, Mantova e Peschiera del Garda, trascinando con sé numerosi ostaggi arrestati all'inizio della sommossa. Frattanto, il resto del territorio della Lombardia e del Veneto era ormai libero.

A conclusione dell'insurrezione, il Conte e Senatore Luigi Torelli salì sul Duomo di Milano a porre simbolicamente la bandiera italiana sulla guglia della Madonnina. Nacque infine l'organo ufficiale del governo provvisorio milanese che, in ricordo di quel giorno, ebbe come nome Il 22 marzo. Il giornale iniziò le sue pubblicazioni il 26 marzo 1848, dalla sede di Palazzo Marino, sotto la direzione di Carlo Tenca.[3]

A ricordo delle giornate dell'insurrezione milanese fu eretto il monumento opera dello scultore Giuseppe Grandi nell'attuale Porta Vittoria

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 18 Marzo 2010 13:01 )

L’infame, monologo contro la mafia

L’infame, monologo contro la mafiaVenerdì  26/02/2010 a Cesano Boscone nella Sala delle Carrozze alle ore 21,00 ha avuto luogo lo spettacolo teatrale nell’ambito del tema sulla legalità che viene continuamente dibattuto a tutti i livelli. E’ stato rappresentato L’Infame di Giovanni Meola con l’interpretazione di Luigi Credendino. Il monologo porta in scena la vita di un camorrista, scoprendone tutti i suoi comportamenti: dalla decisione  su chi eliminare e come, allo stratagemma di affrontare la vita nella sua quotidianità senza rinunciare al vizio del “fumo spericolato”. Meola, grande regista teatrale offre allo spettatore uno spettacolo tragicomico che suscita nel pubblico un notevole interesse non solo per l’argomento trattato ma anche per il dialetto napoletano, che arricchisce il monologo, rendendolo piacevole a accattivante. La bravura del regista emerge nella cura dei particolari. Una vera e propria tragicommedia che colpisce lo spettatore  per l’alternarsi di   parole crude e taglienti   come un pezzo di vetro con altre parole tipiche della commedia napoletana che rendono lo spettacolo interessante e divertente. Il dramma quotidiano di  Napoli viene raccontato con bravura
e Luigi Credendino ce la mette tutta per coinvolgere lo spettatore. Il protagonista si confessa come se volesse riconciliarsi con la società e il mondo. In questo spettacolo il camorrista non è il potente che sovrasta tutti ma bensì un essere umano capace di raccontare le sue tante sventure . Mazza ‘e Scopa nel raccontarsi commuove, soprattutto quando parla di suo fratello, unica persona estranea alla camorra, di cui resta inevitabilmente vittima. Le voci fuoricampo di Luciano Scateni (giornalista RAI) raccontano in maniera giornalistica la storia del clan di Mazza’e Scopa. La rappresentazione teatrale si basa sulla parola e sull’immaginazione. Ma le emozioni che Credendino sente le trasmette al pubblico. E allora mimica facciale, tonalità della voce e mimica gestuale rendono lo spettatore ancora più interessato portandolo in un vortice di riflessioni.

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 15 Marzo 2010 23:52 )

Il giorno del ricordo sulla tragedia delle foibe e sull’esodo degli Italiani dall’Istria

Il giorno del ricordo sulla tragedia delle foibe e sull’esodo degli Italiani dall’Istria"Da sei anni il 10 febbraio celebriamo in tutta Italia la Giornata del Ricordo. L'appuntamento è stato istituito per conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle Foibe, dell'esodo dalle loro terre di istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale.
Quest’anno l’incontro si è svolto a Cesano Boscone in collaborazione con i vicini Comuni di Buccinasco, Corsico e Trezzano. La locale sezione Giovanni Bertolini dell’ANPI ne ha curato l’organizzazione indicando i relatori che ci hanno aiutato a fare luce raccontandoci le cause complesse su questo evento storico spesso fatto di trame e sottotrame che si intrecciano.
Il professor Fabio Todero dell’Istituto regionale per la storia del movimento di liberazione nel Friuli e Venezia Giulia ha iniziato la conferenza facendo un escursus sul dramma del confine orientale fra memoria e storiografia. Facendo scorrere le immagini ci ha fatto ripercorrere tutte le tappe dalla Grande guerra che aveva dato all’Italia una Vittoria mutilata, al Trattato di Rapallo attraverso il quale Italia e Jugoslavia stabilirono nuovi confini e lo stato libero di Fiume, porto dell’Ungheria; l’incendio del Narodni Dom di Trieste (Casa del Popolo sede di organizzazioni slovene) come risposta all’uccisione di 2 militari italiani a Spalato durante manifestazioni anti-italiane. Per gli Sloveni questo fu l’evento simbolo della persecuzione fascista anche se simili vicende erano accadute nel 1898 e nel 1915 con incendi da parte slava di scuole della Lega Nazionale, della Ginnastica e del quotidiano de Il Piccolo. Poi il Trattato di Roma gennaio 1924 vide l’annessione di Fiume all’Italia.
Gli Italiani fascisti intanto si macchiarono di crimini di guerra e soprusi quali ad esempio il Proclama alla popolazione slovena e la creazione di campi di concentramento.
La convivenza fu anche possibile in molte parti e per anni, ma rancori lontani e nuove vicende storiche portarono ad una volontà di pulizia etnica slava e di resistenza contro il fascismo.
Il vicino confine fece collaborare partigiani italiani e slavi, che si distinguevano per un diverso percorso politico. Le formazioni italiane avevano una formazione politica mista mentre i partigiani jugoslavi erano solo comunisti;
Altre forze agivano in Jugoslavia quali i Cetnici (gruppi di autodifesa serbi, nazionalisti e anticomunisti ) e gli Ustascia.,
Con l’8 settembre l’Esercito italiano si trovò allo sbando e senza una guida. Molti soldati italiani furono fatti prigionieri e tutta la situazione degenerò.
Dal 1943 al 1947 quasi 10.000 italiani furono gettati nelle Foibe ma le stime non sono possibili e reali.
Foiba dal latino “fovea” significa fossa.
Il terreno carsico è pieno di queste spaccature della terra strette e lunghe anche centinaia di metri dove, proprio nel disegno di una pulizia etnica slava furono gettati, legati assieme con fil di ferro, non solo fascisti, ma finanza, questura e gente del Comitato di Liberazione perché vicini agli alleati e quindi pericolosi per i Titini e molti furono i delatori e molte le invidie personali.
A questo punto l’argomento è stato ripreso e approfondito da Guido Brazzoduro, fiumano, del Consiglio Nazionale dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia.
Lasciò Fiume all’età di 8 anni, come molti italiani spaventati dalle violenze e dalle foibe e che spinti dalla volontà di scegliere l’Italia a cui si sentivano di appartenere, lasciarono tutto e preferirono partire.
Fiume era una città multietnica ma italiana; di 55.000 abitanti 2000 furono infoibati e 48000 esuli.
48.000 scelsero l’Italia, ma non furono capiti neanche dagli Italiani. Raccolti in campi sfollati in giro per l’Italia venivano visti come “rubalavoro” anche se molti ebbero solidarietà e possibilità di integrazione.
I due relatori nella comune condanna delle Foibe, hanno ribadito l’importanza di una verità storica: entrambe le parti hanno avuto responsabilità e per un equilibrio politico internazionale, hanno taciuto e affossato.
E questa pagina di storia è finita in una foiba lunga 50 anni.
Alla fine della conferenza sono seguiti alcuni interventi da parte di autorità presenti e pubblico e i commenti sono stati simili. Si è cioè ribadita l’importanza dell’integrazione in società multietniche, e l’importanza della scuola per fare buon uso della memoria storica e per non ripetere gli errori del passato; ora che finalmente riaffiora una storiografia è importante la divulgazione e per questo è importante nel conservare la memoria del passato cercare momenti di approfondimento che aiutino a districarsi nella non sempre facile ricerca della verità.
 Ora l’Italia lentamente sta aprendo e purtroppo questo non avviene ancora completamente per la Jugoslavia. Felice sarà il tempo quando ci saranno gli stessi libri di storia tra Italia e Jugoslavia.

A Cesano Boscone grande successo del convegno su "Berlinguer e la questione morale"

A Cesano Boscone grande successo del convegno su

Organizzato dal Circolo Sardo Domo Nostra

Nel pomeriggio di domenica 17 gennaio, presso il Teatro “Luciano Piana”, al Tessera, il locale Circolo dei sardi “Domo Nostra”, in collaborazione con la Regione Sardegna-Assessorato del Lavoro e con la Federazione delle Associazioni Sarde in Italia (FASI), con il patrocinio del Comune, ha organizzato un riuscito convegno (120 partecipanti) su “Enrico Berlinguer e la 'questione morale' ”, dedicato alla memoria del grande politico di origini sarde (Sassari, 1922) a 25 anni dalla morte (Padova, 1984).
Ha aperto i lavori Marinella  Panceri, presidente del Circolo, che ha illustrato le motivazioni dell'incontro citando un concetto espresso da Berlinguer nel 1980: “La questione morale esiste da tempo, ma ormai essa è diventata la questione politica prima ed essenziale perché dalla sua soluzione dipende la ripresa di fiducia nelle istituzioni, la effettiva governabilità del Paese e la tenuta del regime democratico”.
La presidente ha dato quindi lettura di un messaggio di saluto trasmesso da Sveva Dalmasso, consigliere (di origini sarde) della Regione Lombardia.  Il sindaco di Cesano, Vincenzo D'Avanzo, non ha mancato di elogiare l'attivismo culturale del circolo dei sardi di Cesano, confermato dall'iniziativa di presentare la figura di Berlinguer come “grande sardo” ma anche come indimenticabile protagonista della vita politica italiana nel periodo fine anni Sessanta - inizi anni Ottanta.
Sono seguite quindi le due  relazioni, la prima di Paolo Soddu (docente di Storia contemporanea nell'Università di Pavia; autore di una ricerca  su “La democrazia compiuta: la proposta di Enrico Berlinguer”, del 2004), l'altra di Salvatore Patatu (poeta e scrittore in sardo, “guardia del corpo”  di Berlinguer in due estati sarde).
Per Soddu la specificità della segreteria di Berlinguer consiste nel tentativo di innovare profondamente la cultura politica del Pci, inserendola però in una prospettiva evolutiva della cultura del Pci. Sul piano internazionale, egli ha una visione molto chiara che conduce dal rifiuto opposto come vicesegretario, nel 1969, al tentativo dei sovietici di riaffermare, per il tramite della scomunica cinese, il primato del modello sovietico, all'affermazione nel 1981 dell'esaurimento della spinta propulsiva della rivoluzione d'ottobre. Passando, nel 1976, attraverso la fondamentale affermazione sulla Nato.
Secondo Soddu il problema storico della democrazia italiana è per Berlinguer il superamento della frattura tra area della legittimità e area della rappresentanza per passare a un sistema politico capace di evolvere. È stato questo il suo assillo, con il compromesso storico, con l'alternativa democratica e anche con la celebre intervista sulla questione morale, che poneva in luce il rischio di morte per fallimento del sistema politico costruito dopo il fascismo. Sistema politico che era sorto dal dolore e dalle sofferenze di un paese sconfitto nella guerra e che si era in parte rigenerato con la Resistenza.
Ad avviso di Soddu, Berlinguer comprende le difficoltà strutturali della democrazia italiana e su queste lavora, per la sua parte, trovando un'intesa con  Aldo Moro e con Ugo La Malfa, cioè con l'esponente di punta del partito di maggioranza relativa e con l'uomo politico più significativo della cultura politica democratica proveniente dal Partito d'azione. In ciò vanno trovate le ragioni del conflitto con Bettino Craxi.
Salvatore Patatu è stato a stretto contatto con Enrico Berlinguer a Stintino durante le vacanze estive dell'agosto del 1972 e del 1973. Su questa frequentazione ha scritto nel volume di Nino Manca “Sassari 1944: i moti del pane” (1993), da lui curato (il libro ricostruisce le lotte  di popolo che videro protagonista nella città natale il  futuro segretario nazionale del Pci).
Attraverso numerosi e gustosi aneddoti Patatu ha presentato di Berlinguer un profilo inedito, non reperibile  nella storiografia ufficiale. Ha messo in rilievo i sentimenti intimamente umani dell’uomo Berlinguer, con le sue paure e le sue ansie, i timori e le preoccupazioni, come quelle che lo assillavano prima di affrontare un comizio, che preparava con ossessiva precisione, soprattutto in relazione alla scelta delle parole e degli aggettivi.
Un qualificato dibattito ( sono intervenuti: Michele Tango, per l'Italia dei Valori; Giuseppe Gallo, coordinatore del Pd; Ferruccio Fabbri, presidente dell'Arci e responsabile di zona dell'Anpi) ha concluso  l'importante evento di rievocazione storico-politica e umana organizzato dal Circolo dei sardi cesanese.

Paolo Pulina

 

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 01 Febbraio 2010 13:05 )

Cesano dedica la Giornata della Memoria agli omosessuali vittime del nazifascismo

Cesano dedica la Giornata della Memoria agli omosessuali vittime del nazifascismo

Poco meno di un centinaio di persone hanno presenziato alla “Giornata della memoria” tenutasi nella serata di mercoledì 27 gennaio scorso in Villa Marazzi. La ricorrenza la si commemora per legge dal 2000 su proposta del senatore Furio Colombo per non dimenticare quelle che sono state le atrocità naziste sia contro gli ebrei, che contro gli omosessuali, gli zingari, gli handicappati, i prigionieri di guerra, i dissidenti politici ed altri ancora per circa 15 milioni di persone.
A Cesano la Giornata della memoria è stata dedicata all’eccidio degli omosessuali contro i quali Hitler ed i nazisti si sono accaniti ferocemente. L’amministrazione comunale cesanese, infatti, negli anni precedenti non si è solo soffermata a commemorare gli ebrei, ma di volta in volta ha proposto i vari soggetti presi di mira dalla ferocia nazista: l’anno scorso gli zingari e precedentemente ancora, le donne, i bambini e gli handicappati. Per questa scelta della nostra amministrazione, il dottor Sforni, che ha illustrato i comportamenti nazisti verso gli omosessuali, ha avuto parole di elogio proprio perché non ha voluto fossilizzare questa ricorrenza solo sugli ebrei anche se la parte preponderante dei morti nei campi di sterminio furono di quel popolo.
Dopo la presentazione dell’assessore alla Cultura, Giovanni Bianco, il saluto del sindaco, Vincenzo D’Avanzo e l’introduzione del presidente dell’Arci, Francesco Longo, il dottor Roberto Sforni ha illustrato il comportamento dei tedeschi, non solo nel periodo nazista, nei confronti degli omosessuali. Gli omosessuali in Germania, infatti, erano già presi di mira da una legge promulgata nel 1871 che li metteva ai margini della società. Con l’avvento di Hitler che, secondo Forni, suffragato da una documentazione molto attendibile, aveva delle tendenze omosessuali, le leggi contro gli omosessuali ebbero una maggiore recrudescenza fino ad arrivare al loro internamento nei campi di concentramento e al loro sterminio.
Le letture sceniche presentate dal Teatro d’Oltre confine, regista Antonio Basilisco, a conclusione della manifestazione, hanno maggiormente evidenziato le atrocità compiute nei confronti degli omosessuali. L’espressività dell’attrice Danielle Sassoon con il sapiente dosaggio della modulazione della voce e i silenzi pensosi, accompagnata al pianoforte da Eleonora Zullo con brani che sottolineavano la drammaticità dei testi, ha creato un’atmosfera di intensa commozione tra i presenti.

Nella foto: un'espressione dell'attrice Danielle Sassoon

Ultimo aggiornamento ( Venerdì 29 Gennaio 2010 21:03 )

Festa Patronale, quanto ci costi?

Torniamo, dopo tanto tempo, a parlare della Festa Patronale cesanese. Questa volta però lo facciamo esaminando l’aspetto economico: quanto costa la festa e come sono cambiati i costi negli ultimi anni. I dati economci di cui siamo in possesso riguadano gli anni 2003-2004-2006-2007-2008. Mancano gli anni 2005 e 2009. Occorre subito dire che questa informazioni non ci sono arrivate nè dal Comitato Festa Patronale della Parrocchia San Giovanni Battista e nemmeno dal Comune di Cesano Boscone a cui ci eravamo rivolti e che, dopo un mese di “riflessione”, ci ha negato le informazioni indirizzandoci al Comitato.
Tuttavia abbiamo le copie dei bilanci che potrete leggere in dettaglio nel nostro sito internet.
Quando costa la festa patronale? Quella del 2008 è costata 194.000 euro .
194.000 euro equivalgono a 375.636.380 vecchie lire, si tratta quindi di una spesa ingente.
Nel 2008 le principali spese sono state le “strutture” costate 35.895 euro, i complessi musicali folk costati 26.500 euro, la festa nel centro storico per 22.302 euro, quindi ci sono state 19.027 spese generali. Le luminarie pugliesi e la cassarmonica sono costate 12.000 euro tondi, i gruppi multiculturali 11.800, il pernottamento degli ospiti 10.770, l’installazione di festoni e stendardi sono costati 10.585 euro, mentre 9.173 sono stati spesi per i premi della sottoscrizione. Il palio è costato 7.200.
Raggruppando le varie voci possiamo ricavare che sono stati spesi 77.507 euro tra strutture, spese generali e l’installazioni di festoni e stendardi, luminarie e cassarmonica. Mentre i vari gruppi folcloristici, le bande musicali, i gruppi teatrali, i gruppi multiculturali, il pernottamento ed il vitto per gli ospiti sono costati in tutto oltre 86.000 euro.

Per gli anni 2003 e 2004 la voce principale di spesa era il concerto che si svolgeva al Parco Pertini. Negli anni si sono succeduti artisti importanti, gli ultimi che ricordiamo sono stati Edoardo Bennato e i Matia Bazar. Nel 2003 il concerto è costato 30.600 euro, mentre l’anno seguente il costo è lievitato a 36.600. A causa di questi costi che assorbivano oltre il 30% del bilancio a disposizione, nel 2003 la festa costò in tutto 108.913 euro mentre nel 2004 scese a 104.824 euro, venne deciso di abbandonare l’idea del concerto centrale.

Le entrate: il maggior contribuente 2008 è stato il Comune con 80.000 euro, nel 2003 il contributo ammontava a 61.000 euro. Al secondo posto per il 2008 gli sponsor con 50.166 euro. Si registra anche un contributo di 16.000 euro dalla Provincia di Milano, assente nel 2003, 10.000 euro provenienti dalla cucina, e  1.600 euro dalla Regione Lombardia.
Negli anni precedenti il principale contrinuente è sempre stato il Comune, seguito nel 2003-2004 dalle sottoscrizioni (18.943 euro nel 2003, 22.215 nel 2004, 18.988  nel 2006  poi scese a 9.739 nel 2007 e 9.297 nel 2008) . Percorso opposto quello degli sponsor. Se nel 2003 gli sponsor offrivano 9.600 euro alla festa, la cifra saliva a 48.350 nel 2006, a 63.683 nel 2007 per poi scendere a 50.166 nel 2008.

Da segnalare che per tutti gli anni esaminati i bilanci della festa si sono chiusi in deficit.
Nel 2003 le uscite hanno superato le entrate per 9.548 euro. Ma a bilancio è segnato un passivo totale di 19.174 euro, che probabilmente comprende oltre al 2003 gli anni precedenti.
Nel 2004 il deficit è stato di 18.519 euro, ridotto nel 2006 a soli 633 euro. Nel 2007 il deficit risaliva a 4.034 euro e nel 2008 triplicava arrivando a 12.278 euro.
Non è chiaro, dalla lettura dei bilanci, cosa sia accaduto a questi disavanzi. Ogni bilancio infatti pare riferirsi ad una sola annata.

Infine occorre segnalare che il contributo del Comune di Cesano Boscone non si limita alla sola erogazione del contributo economico. Infatti il Comune mette a disposizione le proprie strutture, sale comunali, palchi, ed il proprio personale, dipendenti e funzionari comunali, polizia urbana.
Tutte attività che, sebbene non vengano contabilizzate nel bilancio predisposto dal Comitato festa patronale, tuttavia costituiscono certamente un costo ingente.

Ultimo aggiornamento ( Lunedì 01 Febbraio 2010 16:14 )

Carovana per difendere i diritti delle donne 2009

Carovana per difendere i diritti delle donne 2009Si è conclusa il 6 novembre a Corsico l’annuale “Carovana per difendere i diritti delle donne” organizzata dal “Comitato Osservadonna del Sudovest Milanese”.
A dimostrare la volontà di allargare la rete femminile, le donne delle varie associazioni che compongono il Comitato hanno aderito alla “Staffetta di donne contro la violenza [maschile] sulle donne” promossa dall’UDI, parte di un ampio progetto che mira a fermare il Femminicidio. La staffetta è partita da Niscemi il 25 novembre dello scorso anno e si è conclusa il 25 novembre di quest’anno a Brescia. Testimone passato da donne a donne, di mano in mano: un’anfora di ceramica. Il materiale e la forma riconducono al valore simbolico dell’oggetto. La Terra-Madre e la rotondità sono simboli prettamente femminili. Nell’anno di viaggio l’anfora ha attraversato tutte le regioni italiane. A Corsico, accompagnata dalle donne portastaffetta di Abbiategrasso, ha sfilato con una fiaccolata per le vie del centro storico ed è stata salutata al suo ingresso nello spazio di via Foscolo dal coro femminile “In … Canto” della scuola civica di musica. E’ stata accolta da un buon numero di donne e uomini e salutata dall’assessora alle politiche di genere, Maria Ferrucci, a nome dell’Amministrazione Comunale che ha patrocinato la tappa. Il filo conduttore della serata è stata la violenza di genere  Ed il pensiero corre ai vecchi e conosciuti modi di agire violenza ed ai nuovi fra cui la violenza sottile della velinizzazione” e l’uso delle donne come merce di scambio.
L’anfora nel suo viaggio per l’Italia ha raccolto messaggi di dolore, ma anche di speranza.
Le donne del “Comitato Osservadonna”, convinte che sulla violenza di genere bisogna anche coinvolgere i soggetti che agiscono la violenza, gli uomini, hanno elaborato un “Codice di comportamento maschile” su cui durante la prossima Carovana si aprirà un confronto per riflettere, insieme uomini e donne, su ciò che genera ed alimenta violenza.
Sono passati 10 anni da quando l’Assemblea Generale dell’ONU ha istituito la giornata mondiale  contro la violenza sulle donne. Potrebbe essere arrivato il tempo in cui si rifletta in profondità su questo fenomeno drammatico che trasforma le donne in oggetto quando gli uomini pensano di poter disporre di loro come proprietà esclusiva.
Da qualche anno a livello mondiale sono nati gruppi ed associazioni di uomini che della violenza sulle donne si vogliono far carico, come gli uomini del fiocchetto bianco. Anche in Italia ci sono uomini che non si chiamano fuori come “Maschile Plurale”, (www.maschileplurale.it) una rete di associazioni maschili che porta avanti percorsi interessanti di analisi del fenomeno e di azioni concrete.
Sono “uomini che amano le donne”, non disponibili a usare il corpo delle donne come un prodotto da consumare o un oggetto da aggredire, pronti a riflettere sulle molteplici cause che stanno alla base della violenza che caratterizza il comportamento di alcuni uomini.

Comitato Osservadonna Sudovest Milanese

25 NOVEMBRE 2009, conclusa la lunga serie di manifestazioni

25 NOVEMBRE 2009, conclusa la lunga serie di manifestazioniANCORA DONNE ALLA RIBALTA IN OCCASIONE DELLA CELEBRAZIONE DELLA GIORNATA INTERNAZIONALE PER DIRE NO ALLA VIOLENZA SULLE DONNE

Durante la settimana dal 22 al 29 novembre scorso sono state parecchie le iniziative per richiamare all’attenzione la pratica, da parte del maschio, della violenza sulle donne.
A Cesano Boscone, ha detto l’Assessora Lilia Di Giuseppe, la manifestazione dura una settimana così si ha più occasione di parlare e dibattere il problema coinvolgendo più cittadini possibile.

In effetti gli spettacoli ed i dibattiti sono stati vari: dal teatro con “Niente più niente al mondo”, un monologo ottimamente proposto da Silvia Soncini, alla musica con “Intorno all’Idol mio” dove il soprano era Sabina  Macculli e al pianoforte Kleva Metolli; le artiste hanno catturato il pubblico presente in sala dalla prima all’ultima nota, al cinema con la proiezione del film “Bordertown” seguito da una cena in rosa e, aggiungerei, anche in azzurro, visto la presenza di parecchi uomini.
Ci sono stati incontri con la Cooperativa Sociale Alice per il reinserimento lavorativo di alcune detenute nelle carceri, con Sonia Willki su “La violenza sulle donne avvelena il mondo: aiutaci a fermarla”, con l’Associazione Donne Insieme contro la violenza  di Pieve Emanuele che ha presentato uno spaccato di vita quotidiana di una donna con 3 figli desiderati, che fa la casalinga senza chiedere nulla, che ha un marito, del tutto normale fuori casa, che la picchia.
L’avvocato Simona Bianchi e le psicologhe Emanuela Posa e Roberta Brivio hanno raccontato di violenze e maltrattamenti subiti da donne dove i maltrattanti erano mariti, compagni, figli, padri.
Sono 2000 ogni anno le donne che si rivolgono ai centri  per violenze sopportate in famiglia. Non solo stupro e violenza fisica, ma psicologica nell’80% dei casi, economica, pratiche sessuali non desiderate, negazione di se stesse.  Queste donne diventano delle vittime ed hanno paura, non si sentono adeguate, “me lo meritavo”, “non sono capace di fare niente”, soffrono di patologia di dipendenza affettiva ed economica.   Gli uomini maltrattanti sono nervosi, insoddisfatti, fino ad arrivare all’atto culminante, per poi pentirsi e chiedere perdono.  Sono uomini assolutamente normali che hanno avuto a modello violenze famigliari e che riguarda tutti i ceti sociali.
I figli subiscono e riporteranno questo comportamento nei loro futuri rapporti di coppia.
E’ importante che le donne vengano aiutate a seguire un percorso di uscita dalla violenza per ritrovare l’autostima e sarebbe bene che lo facesse anche l’uomo, come ha detto nel suo intervento, Suor Carla Barberi perché un altro mondo a due è possibile.
La donna, negli ultimi decenni, ha aperto la porta di casa, è entrata nel mondo, ha reclamato i propri diritti e ancora combatte. L’uomo deve stare al passo.   Si alle donne e alle loro rivendicazioni ha continuato Suor Carla, ma serve una nuova cultura per promuovere un confronto reciproco.   
Serve prevenzione, a cominciare dai bambini, a cominciare dalle scuole.

Il maltrattamento in famiglia e la violenza sulle donne sono fenomeni poco conosciuti anche se documentabili e che purtroppo esistono.  Siamo tutti portati a guardare altrove e a volte non riusciamo a vedere quello che succede nelle nostre famiglie e, facendo come gli struzzi, neanche a noi stessi.
Numeri utili:
.Servizi di Assistenza Sociale c/o Comune di Cesano Boscone  Tel. 02-48694 689 - 686
.Consultorio Famigliare Cesano Boscone  Tel. 02 48617726  - 5
.Associazione Donne Insieme contro la violenza Pieve Emanuele ONLUS  Tel. 02 90420110
 www.donneinsieme.org     e-mail info@donneinsieme.org

Illegalità, il punto di vista femminile

Illegalità, il punto di vista femminileUna serata organizzata dal gruppo consiliare del Partito Democratico della Provincia di Milano per discutere di illegalità.

Il luogo, forse, non è stato forse scelto a caso. Cesano Boscone è un paese inserito in un’area, il sudovest milanese, nella quale storicamente è presente una significativa presenza di soggetti che dell’illegalità hanno fatto la loro forza.
Due donne al tavolo: Bruna Brembilla, con una lunga carriera politica alle spalle a livello locale e a livello provinciale e Benedetta Tobagi, recentemente consigliera provinciale, autrice del libro “Come mi batte forte il tuo cuore” nel quale sullo sfondo dell’Italia stragista degli anni Settanta-Ottanta ricerca il padre ucciso da una frangia delle Brigate Rosse. A coordinare la serata il giornalista Giancarlo Ricci.
Insolito il metodo con cui è stato condotto il confronto. Prima di trattare il tema della serata è stato coinvolto “a freddo” il pubblico presente a cui è stato chiesto di connotare l’illegalità ed il rapporto dialogico è stato mantenuto  per tutto il tempo.  A significare probabilmente, come ha puntualizzato più volte il coordinatore, la necessità di ricostruire, partendo dall’ascolto, la frattura fra chi gestisce le situazioni e chi è gestito, fra chi governa e chi è governato.   
Molti i punti toccati.
La legalità, punto di riferimento visibile per chi governa e base di qualunque rapporto o relazione civile.
L’illegalità che non riguarda solo le organizzazioni malavitose, ma pervade il tessuto sociale e diventa cultura.
L’autoreferenziale della politica, distante dai problemi reali delle donne  e degli uomini.
La lontananza dalla politica delle le giovani generazioni, dovuta a molteplici fattori non ultima una vecchia modalità di fare politica.
La mancata lettura dei terrorismi, rosso e nero, che dovrebbero essere rivisitati e relazionati alla attuale storia della illegalità che sempre più invade gli spazi pubblici.
Temi  complicati, complessi affrontati velocemente.
Mentre nella sala serpeggiavano di volta in volta ventate di scetticismo,  rassegnazione, sfiducia,  difficoltà a trovare il percorso giusto per modificare il negativo che è sotto gli occhi di tutti, dal tavolo l’appello a non stare a guardare e riappropriarsi degli spazi di democrazia in un rinnovato patto di partecipazione fra governanti e governati.
Ed infine la riconoscenza verso coloro che della lotta alla illegalità hanno fatto la loro ragione di vita e che, come Walter Tobagi, Guido Rossa, Falcone, Borsellino, per citarne solo alcuni perché l’elenco sarebbe lungo, hanno pagato con la vita. Figure da far conoscere e da valorizzare in risposta ai troppi miti di poco e dubbio valore dei tempi recenti.
Se davvero si volesse agire sarebbero necessarie azioni concrete. Servirebbero approfondimenti sulle varie forme che l’ illegalità assume, come è  emerso durante la serata. E servirebbe individuare pubblicamente e collettivamente percorsi possibili. Se così non sarà serate come queste rischiano di essere una semplici vetrine dei buoni propositi.

Vielle

Ultimo aggiornamento ( Sabato 05 Dicembre 2009 23:31 )

 

La giornata internazionale per i diritti del fanciullo

La giornata internazionale per i diritti del fanciulloPer la ricorrenza della giornata internazionale per i diritti del fanciullo (21 novembre) l’amministrazione comunale con le associazione Vento di terra ed il Comitato pro bambini bielorussi hanno presentato una serie di manifestazioni, nella giornata del sabato successivo a quella data, in cui sono state portate a conoscenza dei cesanesi quanto Cesano contribuisce a sostenere queste associazioni nel loro operato.
L’associazione Vento di terra la si conosce abbastanza bene per aver presentato nella nostra cittadina documentazioni su quanto i suoi operatori realizzano in terra di Palestina nei campi profughi. In questa occasione, oltre ad alcune lettere di ragazze e ragazzi dal contenuto commovente che vivono in quella situazione inumana, per cui non bisognerebbe meravigliarsi se tra di loro venga fuori qualche terrorista, ci è stato presentato un intervento abbastanza inusuale: la costruzione di una scuola con gomme di automezzi.
Per la costruzione di questa scuola per la comunità beduina Jahalin, infatti, sono state utilizzate per la costruzione dei muri ben 2000 gomme che sono state riempite di terriccio e ricoperte da argilla come intonaco.
Successivamente Maria Ficara, esponente del Comitato pro bambini bielorussi che si appoggia alla fondazione Aiutiamoli a vivere, ha illustrato, oltre all’ospitalità offerta a tanti bambini di quella regione anche a Cesano, i progetti realizzati presso gli istituti dove in loco questi bambini vengono ospitati stabilmente grazie al sostegno del nostro Comune e quello dei comuni di Buccinasco e Corsico. Per chi non lo sapesse il Comitato organizza ogni anno una vacanza terapeutica per gruppi di bambini bielorussi che, così facendo, hanno la possibilità di perdere circa il 30% della radioattività che ancora oggi, dopo l’esplosione del reattore nucleare di Chernobyl nel 1986, assorbono dal suolo e dai cibi. Peccato che a questa interessante manifestazione siano stati presenti non più di una quarantina di persone, addetti ai lavori compresi.
Il martedì precedente (17 novembre) presso l’auditorium di via Vespucci il Consiglio comunale dei ragazzi ha incontrato tutti gli alunni delle scuole cesanesi.

Ultimo aggiornamento ( Domenica 29 Novembre 2009 18:01 )

Cambiamenti nel direttivo del C. r. t. “I rabdomanti”

Cambiamenti nel direttivo del C. r. t. “I rabdomanti”I Rabdomanti operano nell'ambito del teatro italiano da 57 anni. Qualcuno ha detto, prima che fosse ideata la Panda, che "se i Rabdomanti non ci fossero, bisognerebbe inventarli". Il nostro compito è sempre stato quello di scoprire, e proporre al pubblico, in lettura interpretativa, gli autori di teatro della nostra nazione. Abbiamo così fatto conoscere le opere di Lunari, Bordon, Bajini, Chiti ecc. Accanto all'offerta teatrale i Rabdomanti propongono da diverso tempo anche un corso di approccio alla scena.

Ultimo aggiornamento ( Domenica 25 Ottobre 2009 13:44 )

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Corso di dizione e lettura interpretativa tenuto dall’attore Alessandro Balducci

Corso di dizione e lettura interpretativa  tenuto dall’attore Alessandro BalducciOrganizzato da I rabdomanti
Centro italiano ricerche teatrali Le lezioni avranno luogo presso il Teatro “PIANA” di Cesano Boscone (Via Turati, 6), tra ottobre e maggio, con una frequenza di due ore settimanali, in orario preserale o serale da definirsi.

Ultimo aggiornamento ( Venerdì 09 Ottobre 2009 16:21 )

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Undici opere di diversi autori proiettate al Marazzi foto festival

Undici opere di diversi autori proiettate al Marazzi foto festivalIl Circolo Fotografico Cizanum, nella serata di martedì 15 settembre ha presentato nella Sala delle Carrozze la quinta edizione del Villa Marazzi Photo Festival, rassegna di audiovisivi fotografici dei migliori autori italiani del momento. La manifestazione era programmata all’aperto, nella piazzetta, come negli anni precedenti, ma la situazione meteorologica non l’ha permesso.Come ha spiegato il presidente del Cizanum, Gianni Montonati, nel presentare la manifestazione, gli audiovisivi fotografici, chiamati anche diaporama, sono delle proiezioni di immagini fotografiche su uno schermo supportate da una colonna sonora.Sino a qualche tempo fa, una serie di proiettori per diapositive, in numero da due a quattro, proiettavano una sequenza d’immagini utilizzando la tecnica della dissolvenza incrociata, sincronizzata con la colonna sonora a sostegno e completamento del racconto visivo.
Oggi con l’avvento della tecnica digitale, i videoproiettori hanno di fatto sostituito i proiettori e gli effetti di dissolvenza vengono creati direttamente in fase di elaborazione/montaggio delle immagini con gli appositi programmi.
Si possono così creare storie, racconti e/o visioni fantastiche con una particolare atmosfera coinvolgente ed emozionante.
Come per le edizioni precedenti, il programma del Villa Marazzi Photo Festival, patrocinato della Fiaf (Federazione italiana associazioni fotografiche nonché dal nostro Comune), è frutto di una selezione tra la produzione dei migliori autori italiani di audiovisivi fotografici che affrontano tematiche molto diverse, dal puro racconto di evento, all’interpretazione di un sentimento, dalla denuncia alla contemplazione....
Degli 11 audiovisivi proiettati, alla presenza di una settantina di spettatori, solo due erano di autori facenti parte del circolo fotografico cesanese: Biciclette e mestieri di Umberto Ligato e Radio dance di Adelio Bajardi. Gli altri provenivano da circoli fotografici di ogni parte dell’Italia settentrionale. Solo uno dei lavori proveniva dalla provincia di Firenze.
Che dire degli undici audiovisivi proiettati? Sicuramente quello che ha suscitato delle emozioni tra il pubblico è stato Piove a Sarajevo di Luciano Bovina di San’Agata Bolognese, che è il “racconto di luoghi che non sono più tali e rapporti umani infranti e dispersi per sempre”. Non per niente si è classificato al  primo posto nel circuito nazionale Audiovisivi Fotografici 2008. Qualcosa di più ci poteva dire G8 - Genova di Ivan Zuliani (Casagrande - Re). Invece si è rivelato poco incisivo vista la tragedia che si è verificata.
Degli altri non è possibile fare una classifica perché al di là delle belle foto che contengono o delle scelte musicali più o meno in sintonia con le immagini, non hanno suscitato delle emozioni tra gli spettatori.
Per la cronaca il programma prevedeva i seguenti audiovisivi, oltre a quelli citati:
Il grande passo di Enrico Romanzi (Aosta) La visita del centro spaziale di Cape Canaveral in Florida - Oltre la duna di Gaetano Poccetti (Cortona - Ar) Il    deserto, la solitudine, il silenzio. L’Autore ci descrive tutto ciò ispirandosi al famoso racconto “Il piccolo principe” di Antoine de Saint-Exupéry - Canenero di Andrea Colleoni (Calusco d’Adda) - Rossetto e cioccolata di Lorenzo Davighi (Salsomaggiore - Pr) Moda e gastronomia, un connubio vincente, ancor di più quando gli stilisti sono maestri cioccolatieri. - Le spiagge della libertà di Emanulele Fusco (Airasca — To) – Immagini delle spiagge dove avvenne il D-Day - Angeli e demoni di Gian Carlo Baitolozzi (San Casciano in Vai di Pesa — Fi) - Audiovisìvo ispirato dalla manifestazione Magico carnevale che ogni anno si rappresenta a San Felice sul Panaro.
Il mondo circostante di Roberto Mascellani (Ferrara) E’ la sintesi paesaggistica/architettonica/urbana degli ultimi 4 anni dell’autore.
Si spera che per la prossima edizione la presenza di autori facenti parte del circolo cesanese sia più massiccia.

Ultimo aggiornamento ( Venerdì 09 Ottobre 2009 16:17 )

La rassegna di audiovisivi fotografici dei migliori autori del momento

La rassegna di audiovisivi fotografici dei migliori autori del momento

Villa Marazzi Photo Festival - Il Circolo Fotografico Cizanum, nella serata di martedì 15 settembre, ha organizzato nella Sala delle Carrozze la quinta edizione della rassegna di audiovisivi fotografici denominata Villa Marazzi Photo Festival, presentata dal presidente Gianni Montonati. Gli audiovisivi fotografici, chiamati anche diaporama, sono delle proiezioni di immagini fotografiche su uno schermo supportate da una colonna sonora. Oggi, con l’avvento della tecnica digitale, i videoproiettori hanno sostituito i vecchi proiettori per diapositive, e gli effetti di dissolvenza incrociata vengono creati direttamente in fase di elaborazione/montaggio delle immagini attraverso appositi software.

Ultimo aggiornamento ( Venerdì 09 Ottobre 2009 15:59 )

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Fulvio Roiter in mostra a Cesano Boscone

Fulvio Roiter in mostra a Cesano Boscone

Inagurata Domenica, 4 ottobre 2009 la mostra di Flulvio Roiter presso la Villa Marazzi

Ultimo aggiornamento ( Venerdì 09 Ottobre 2009 15:57 )

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Barcollo ma non mollo - Concerto per l'Abruzzo

Barcollo ma non mollo - Concerto per l'Abruzzo

I giovani di Cesano Boscone si sono radunati  il 3 ottobre per il concerto chiamato “Barcollo ma non mollo” a scopo benefico per l’Abruzzo. Infatti il ricavato delle vendite del biglietto viene destinato alla costruzione della scuola di Fontecchio in provincia di L’Aquila. A questo progetto aderiscono associazioni importanti di Cesano Boscone: GioCo Loco, A.V.I.S, A.I.D.O, Legambiente “Circolo Abete Rosso”, Oratorio San Giovanni Battista, &CO. e il gruppo della protezione civile C.O.M2 C.O.M3 e INTERC.O.M.

Ultimo aggiornamento ( Venerdì 09 Ottobre 2009 15:44 )

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Prima che la festa cominci

E’ un po’ magico il momento che precede la festa, quando è tutto pronto e si danno gli ultimi ritocchi affinché il ricevimento avvenga al meglio e gli ospiti siano soddisfatti, ripagandoci delle nostre fatiche e soddisfacendo il nostro ego.

Domenica 13 settembre sono andata in piazza a Cesano Boscone, verso le 9,30, prima che iniziasse la festa ed ho potuto “vedere” con tranquillità i vari stand.  Non c’era confusione, ma un parlottare sottovoce da parte degli espositori in costume, che completavano la cornice relativa al Medio Evo mostrando come si cardava la lana, o come si facevano le corde.

Ho potuto “vedere” con tranquillità i costumi degli sbandieratori, delle dame e dei cavalieri fermandomi a chiacchierare con loro.

Momenti semplici e belli che mi hanno richiamato alla mente gli antichi mestieri milanesi del dopoguerra, professioni ambulanti ormai quasi scomparse, ma che attirano l’interesse di grandi e piccini.

Ne elenco alcuni:

El moletta (l’arrotino)

El spazzacamin (lo spazzacamino)

El magnan (lo stagnino, riparava i buchi nelle pentole di rame)

L’umbrelee (l’ombrellaio)

El cadregatt (il ripara sedie)

El giasee (il venditore di ghiaccio)

El castagnatt (il venditore di castagne)

El feree (il maniscalco, ferrava i cavalli)

Sarebbe bello, nella prossima edizione della festa di Cesano, poter fare un tuffo in un passato vicino che ci racconta la nostra storia.

Cronache Patronali, festa 2009

Cronache Patronali, festa 2009

 


La ventinovesima edizione della Festa Patronale è iniziata venerdì 11. Nel pomeriggio l’attore e regista televisivo Oreste Castagna, lo gnomo giornalista, archivista e sapiente, caporedattore de “Il Fantabosco” nel programma televisivo Melevisione in onda su Rai3, in un laboratorio di manualità aveva preso per mano i bambini delle parrocchie di Cesano Boscone conducendoli nei misteri della preparazione degli oggetti che avrebbe usato nel suo spettacolo serale. Diciamo avrebbe perché un temporale ha imposto un rinvio dello spettacolo. Il coro inaugurale delle Voci Bianche di Rovereto ha comunque allietato i pochi presenti grazie ad un mixer improvvisato da don Donato per consentire ai piccoli di cantare sulla loro base musicale. Il Maestro del Coro ha ricordato che a Rovereto, tutte le sere, la campana più grande del mondo batte cento rintocchi che si fondono nella valle per ricordare i caduti di tutte le guerre e portare un messaggio di pace. Una particolarità: la campana è stata realizzata fondendo il bronzo dei cannoni di vincitori e vinti della prima guerra mondiale, unendo inscindibilmente strumenti di morte in uno  strumento di Pace.

Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 30 Settembre 2009 12:15 )

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Concerto d’archi con anima rock

Concerto d’archi con anima rockSerafino Tedesi, Paolo Costanzo, Matteo Del Solda’, Andrea Anzalone, in arte Archimia: il quartetto d’archi ha presentato un repertorio di pezzi propri e musiche di Balakrishnan, Gillespie, Monk, Jackson, Led Zeppelin e Deep Purple. Il gruppo Archimia nasce dall’idea di quattro musicisti di formazione classica , provenienti dai conservatori di Milano e Piacenza, che hanno in comune il desiderio di esplorare nuove sonorità e possibilità acustiche.

Ultimo aggiornamento ( Sabato 25 Luglio 2009 06:37 )

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