Articolo comparso su L'incontro nel giugno 2002
Dal giugno prossimo inizieranno le operazioni di esproprio dell'area dove realizzare il nuovo cimitero, mentre i lavori dovrebbero iniziare entro l'anno, successivamente alla disponibilità dell'area. Queste sono le scadenze previste nella proposta di realizzazione del nuovo cimitero che l'assessore Sigfrido Lo-savio ha presentato in consiglio comunale nel dicembre scorso. In quella seduta, assenti gli esponenti della minoranza, l'assessore aveva detto che quello era uno dei punti più importanti del programma di governo della sindaca Bruna Brembilla e che era necessario, anzi indispensabile, realizzarlo in quanto il cimitero esistente era stato costruito (fine '800) per una popolazione non superiore a 5000 abitanti.
Per venire incontro al continuo aumento della popolazione, verificatosi dagli anni '60 in poi, ed alla conseguente aumentata richiesta di sepolture, si è provveduto con sopraelevazioni di colombari ed ossari l'ultima delle quali (per 400 colombari) è in corso d'opera. Purtroppo la superficie da destinare ai campi per l'inumazione delle salme non è aumentabile e la disponibilità attuale di 33 posti, è del tutto insufficiente. Per cui, secondo l'architetto Losavio, non si poteva procrastinare ulteriormente la costruzione di un nuovo cimitero in quanto con lo 0,38 mq. per abitante di area cimiteriale (poco meno di un ettaro) Cesano è al di sotto della
mema nazionale ea ai limite della normativa in merito. D'altronde già nel 1978 ne era stata ravvisata la necessità e, nello strumento urbanistico approvato in quell'anno, era stata prevista l'area per un nuovo cimitèro. Su quell'area (21.000 mq.), ubicata lungo la via per Muggia-no, l'attuale amministrazione ha pensato di realizzarne la struttura utilizzando la legge Merloni. La scelta di questa procedura è stata quasi forzata sia per evitare di togliere in futuro fondi ai servizi, sia per non superare nella spesa quel 6% in più in confronto all'an-
no precedente imposto dall'ultima finanziaria del governo Berlusconi. La legge Merloni, infatti, prevede la possibilità di mettere a totale carico del privato la realizzazione di una qualsiasi struttura con relativi servizi. Naturalmente il privato, nell'arco dei 30 anni previsti, potrà recuperare l'investimento effettuato attraverso la riscossione di tariffe per l'utilizzo della struttura stessa. Allo scadere dei 30 anni il Comune entrerà in possesso del manufatto che prevede 480 posti a terra, 4680 colombari, 5100 ossari, 48 cappelle oltre al cimitero
multietnico.
Il nuovo cimitero, sempre secondo la presentazione dell'assessore Losavio, è stato studiato, curandone in modo particolare l'aspetto estetico, per essere inserito in un contesto aperto, vicino ad un bosco che si prevede nell'area di rispetto. Non deve essere una cattedrale nel deserto, ma una struttura che deve integrarsi con le linee guida che sono previste nella nuova variante di Piano Regolatore. Per quanto concerne la gestione, dalla costruzione alla vendita dei colombari, verrà effettuata dal privato. Agli uf-
fici comunali sono demandati i servizi di polizia mortuaria (in quanto non possono essere effettuati da esterni), il controllo delle tariffe.r assegnazione dei loculi, il controllo sulla costruzione.
Commenti e considerazioni
Al di là delle preoccupazioni sulla possibilità di aumenti di prezzi (per i familiari dei cittadini che passano a miglior vita) e dei-dispiacere per l'occupazione di una vasta area a verde, espressi da alcuni consiglieri, la proposta di costruire un altro cimitero è condivisa da tutti i partiti di maggioranza. Unica voce dissenziente quella del diessino Giovanni Moro, esperto del settore, che ha dichiarato senza mezzi termini di non essere d'accordo sulla realizzazione di un altro cimitero. I motivi del suo dissenso sono diversi: 1) se nel passato (ma anche oggi lo si può fare) si fosse gestito l'attuale cimitero con un certo criterio, seguendo con maggiore professionalità e adeguamento ai più recenti ritrovati in materia di seppellimenti ed esumazioni, si sarebbe potuto ottenere quasi un riciclo totale tra nuovi defunti ed esuma-
zioni; 2) non è stata presa nella dovuta considerazione la sempre maggiore richiesta di cremazione che, secondo una statistica ufficiosa, egua-glierebbe la richiesta di inumazione in giardino e nei loculi; 3) nel nuovo cimitero non è stato previsto il forno crematorio che, contrariamente a quelli di Hitler, dal punto di vista estetico non sono visibili e, cosa più importante, non lasciano uscire alcun odore; 4) per fare parchi, piazze ed altro si chiedono mutui mentre un investimento che porta soldi alle casse comunali lo si lascia ai privati; 5) la falda acquifera in quella zona dovrebbe essere abbastanza alta in quanto vicina alla testa di un fontanile ed in periodi di eccessiva piovosità potrebbe creare dei problemi alle inumazioni. Altra considerazione amara emersa dal dibattito, per la verità abbastanza contenuto vista l'assenza della minoranza, è che per evitare che si costruisca dappertutto bisogna prevedere dei cimiteri. Sulle aree di rispetto cimiteriale, infatti, non è possibile costruire.
Comunque c'è qualcosa che non quadra raffrontando i dati statistici commissionati dal Comune con i dati che si possono rilevare dai registri delle entrate ed uscite dei defunti dall'attuale cimitero. Nel 2001, per esempio, dei 254 defunti fino al 31 ottobre, 225 sono state accolti di cui 51 in campo, 57 nei colombari e 17 cremati. E gli altri 100 dove sono finiti?
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