L’organizzazione Trasparency International pubblica una lista delle nazioni dove c'è meno corruzione. L’anno scorso l’Italia si trovava al 55° posto mentre quest’anno è scivolata al 63° penultimo posto dei paesi dell’Unione Europea . Recentissimi, numerosi scandali confermano che, nel nostro Paese, la corruzione politica continua imperterrita e dimostrano che “Mani pulite” non è stata la terribile inquisizione che ci viene raccontata da chi venne incriminato a quel tempo. Infatti i politici per nulla preoccupati continuano a intrallazzare e a rubare il denaro pubblico segno che di” Mani pulite” ce ne vorrebbe un’altra ancor più rigorosa della precedente. Intanto una campagna di stampa orchestrata dagli amici dei condannati lavora per la riabilitazione dei corrotti.
Tra gli anni '80 e gli anni '90 tutti i partiti italiani si facevano gli affari loro senza eccezioni ma ce n'era uno, guidato da un leader molto arrogante, che pur avendo molto meno consensi rispetto ai due partiti maggiori, la DC e il PCI, era però decisivo perché in grado di fare maggioranze con gli uni e con gli altri. Parlo del PSI di Bettino Craxi che in moltissime regioni, province e comuni italiani poteva governare indifferentemente sia coi democristiani sia coi comunisti, sempre pronto a passare dall’altra parte se non venivano esaudite le sue richieste politiche. E le richieste politiche del PSI erano invariabilmente il posto di Sindaco o, in subordine, quello di Assessore ai lavori pubblici. Posti essenziali quando si tratta di gare d’appalto dove circolano tangenti e bustarelle. Ecco perché, rispetto a quella degli altri due partiti, era preponderante la presenza dei socialisti nei casi di corruzione e sui contratti e negli appalti truccati era molto più frequente trovare la loro firma. Spesso la torta era spartita anche con la minoranza comunista il cui ruolo però era quello di far finta di non vedere e quindi nelle inchieste non appariva. La magistratura, documenti alla mano, incriminò chi poteva incriminare: tantissimi socialisti, molti democristiani e pochi comunisti come era nella logica delle cose e non per un presunto e fantomatico complotto di toghe marxiste-leniniste mai esistito. Anzi è sospetto il fatto che tangentopoli e “mani pulite” siano esplose nei primi anni '90 all’indomani del crollo dell’Unione Sovietica. I politici corrotti c’erano anche prima ma forse la magistratura se ne stava zitta per evitare scandali che avrebbero favorito l’avanzata elettorale comunista che terrorizzava il governo, gli americani,la Nato , la Chiesa e la P2. Ma torniamo ai socialisti e al caso Craxi ricordando che nei suoi processi egli è stato riconosciuto colpevole in tutti i 3 gradi di giudizio fino alla Cassazione dalla quale è stato condannato in via definitiva a 5 anni e 5 mesi per le tangenti ENI-SAI, e a 4 anni e 6 mesi per le tangenti Metropolitana milanese (costata ai contribuenti milanesi 190 miliardi/Km mentre ad Amburgo costava 45 miliardi/Km). Altre 3 condanne, finanziamento illecito Montedison 3 anni, tangenti su appalti ENEL 5 anni e 5 mesi, per concorso in bancarotta del Banco Ambrosiano 5 anni e 9 mesi, giunte all’Appello caddero poi in prescrizione. Così testimonia in tribunale Silvano Larini uno dei “cassieri” del PSI “Ho raccolto 7-8 miliardi di tangenti dalla metropolitana milanese e in buona parte sono finiti personalmente a Craxi. Portavo i soldi nei suoi uffici in piazza Duomo 19, posavo la borsa sul tavolo nella stanza a fianco della sua e la segretaria la ritirava“ (Corsera del 31/12/2009). Maurizio Raggio (faccendiere a cui Craxi negli anni di Mani Pulite aveva affidato alcuni miliardi per una serie di operazioni economiche) nell’intento di difendere il leader socialista afferma” I soldi non li ha mai usati per fini personali. Li usava per appoggiare le sue idee politiche, finanziava tutti .Da Arafat a Francisco Gonzales leader dei socialisti spagnoli…” ( Corsera del19/1/2010).Quindi i milanesi dovevano pagare la loro metropolitana 4 volte più del dovuto perché Craxi potesse finanziare Arafat e compagni ! Questo non lo scagiona, ma è un’ulteriore prova che egli coi nostri soldi si faceva proprio gli affari suoi. Inutile ricordare che la scusa ufficiale con cui Bettino Craxi si giustificava in tribunale e cioè “ così fan tutti e così faccio io” oltre che essere immorale, in giurisprudenza non vale. Invece valgono per tutti le lapidarie considerazioni fatte da Edward Luttwak, notissimo politologo americano, da sempre nemico della sinistra italiana, che intervistato dal Corriere della Sera ha detto “ Su di un punto Di Pietro ha le mie simpatie, dal nostro lato dell’atlantico chiunque, all’idea di celebrare Craxi, da ragione a Di Pietro. Uno, che era Primo Ministro e poteva far arrestare la gente per il furto di una mela, diventa fuorilegge e viene celebrato. Questo crea confusione morale. Di Pietro ha ragione, gli altri torto” Invece i rappresentanti di questo governo sono costantemente impegnati a difendere gli inquisiti contro i giudici e “ le cronache sono piene di pregiudicati nominati alla guida di importanti enti pubblici, di politici sotto inchiesta in lizza alle elezioni, di imprenditori inquisiti al timone di banche e società e con una ventina di condannati definitivi impegnati a legiferare in Parlamento” Corsera del 3/1/2010. Il caso Craxi diventa così emblematico della volontà di questo governo (presieduto da uno che finanziava il leader socialista ricevendone in cambio il monopolio della televisione privata italiana) di considerare carta straccia le sentenze della magistratura contro la corruzione politica. Analizzando lo statista Craxi c’è chi ricorda i suoi meriti politici , i suoi successi e le sue intuizioni dimenticando che con lui e De Mita il debito pubblico raddoppiò passando dal 60 al 120% del Pil trascinando l’Italia verso l’abisso. Resta il fatto che egli poi “ Fu anche il regista di un sistema che violava il principio del merito nelle gare d’appalto, premiava le industrie più spregiudicate, creava clientele politiche ed economiche, favoriva arricchimenti illeciti e recava danni considerevoli al bilancio dello Stato.” Così commenta lo storico Sergio Romano concludendo “ Chi mette in discussione l’operato della magistratura per dare soddisfazione a chi non ha ancora digerito il naufragio del Partito socialista finisce per dire al Paese che la corruzione quando è al servizio della politica è giustificabile “. Nulla può impedire a questo governo, pieno di ex socialisti che siedono in affettuosa compagnia con ex missini, di riabilitare Bettino Craxi dedicandogli vie, piazze, parchi e quant’altro sbeffeggiando le sentenze della magistratura. E nulla può impedire l’indignazione degli italiani onesti. Quanto alla trasparenza abituiamoci a scendere ancora più giù come l’elettorato di destra impone all’Italia.
La corruzione diffusa in Italia ha due principali protagonisti: i politici che hanno il potere e i grossi imprenditori che hanno i soldi, imprenditori che non sono propriamente degli angioletti. Cercano di evadere il fisco, portano soldi nei paradisi fiscali, praticano il falso in bilancio, pagano tangenti ai politici, speculano in borsa, intrallazzano con le banche ecc. Ora, prima di entrare in politica, il sig B. aveva dimostrato di non essere neanche lui un angioletto per cui che c’è di strano che, diventato Presidente del Consiglio,la magistratura lo abbia messo sotto osservazione ? E che problema c’è per un miliardario che può permettersi decine di avvocati tra i migliori d’Italia presentarsi davanti ai giudici e chiarire tutto, se è innocente? Ma non è la presunta guerra dei magistrati al privato cittadino sig. B ad essere pericolosa ma la guerra vera che un Presidente del Consiglio, col suo governo, sta facendo alla magistratura intera che è un organismo di controllo che garantisce la democrazia e non deve essere sottoposto al potere politico. E la frenesia anti giudici del sig. B e dei suoi avvocati è tale da sfiorare il ridicolo. In alcuni procedimenti a suo carico egli è stato condannato in altri egli è stato prescritto e in altri ancora è stato assolto. La costante è stata che gli unici giudici degni di stima secondo gli avvocati del sig. B sono quelli che lo hanno prosciolto; gli altri sono incompetenti e in malafede. Ma è accaduto che il presidente della 2° Corte d’Appello di Milano, Flavio Lapertosa, duramente criticato dagli avvocati del sig. B per aver recentemente ribadito in appello la condanna dell’avvocato inglese Mills per corruzione, avesse tempo addietro assolto con formula piena il sig. B nel processo d’Appello Sme. Allora il giudice Lapertosa venne lodato dai difensori del sig. B per la sua competenza e la sua imparzialità. In pratica lo stesso giudice è in gamba quando lo assolve ma quando lo condanna diventa una fanatica toga rossa.
Oltretutto egli entrava in politica preceduto da una pessima referenza: aver finanziato il partito socialista per avere in cambio dal suo leader ed amico Bettino Craxi il monopolio delle frequenze televisive private monopolio che tutt’ora detiene e che egli mantiene impedendo a chiunque di entrare sul mercato italiano dell’informazione televisiva. Resta il fatto che indagare sulle tante attività del sig. Berlusconi è un dovere dei magistrati
P.S. Sono ormai 15 anni che il sig. B si pappa senza alcuna fatica più del 50% della pubblicità televisiva italiana. Miliardi su miliardi guadagnati senza rischio con i quali i suoi due figli maggiori possono spacciarsi per abili manager ed imprenditori rampanti.
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