I nostri processi, penali e civili, sono eccessivamente lunghi, tant’è vero che l’Unione Europea ha più volte richiamato l’Italia invitandola a riformare la materia per renderli più brevi. Ma il processo “italiano” è più lungo per cause ben precise: 1°) Perché è governato da procedure, regole e disposizioni complicate e farraginose. 2°)Perché in molte regioni l’organico dei magistrati è inadeguato e c’è una permanente grave carenza di uomini, mezzi e strutture 3°) Per il fondamentale interesse degli imputati e dei loro avvocati a tirarla per le lunghe e così arrivare alla prescrizione. Detto questo la soluzione del problema è semplice ed evidente: bisogna mettere mano ai punti 1 e 2 con decisione: rivedere e riformare le regole e le leggi che regolano il processo e concedere finalmente i mezzi e gli uomini necessari alla magistratura che in molte regioni italiane è drammaticamente sotto organico. Faccio un esempio che già di per sé potrebbe incidere decisamente sui tempi. Il sistema giudiziario italiano, unico in Europa, prevede tre gradi di giudizio: il terzo grado, in cassazione, può essere tranquillamente eliminato perché il processo di 1° grado e quello d’ Appello sono più che sufficienti a garantire l’imputato come avviene nel resto del mondo. Quindi per avere una durata normale dei procedimenti giudiziari basterà rivedere, sveltendoli, le procedure e i meccanismi che regolano i processi mettendo poi in campo le risorse economiche necessarie a gestire il settore giustizia. Sistemando queste cose il processo diventerà automaticamente più breve, ma farlo diventar breve per legge è un gioco di prestigio poco serio anche perché molti importanti processi, come quello a Callisto Tanzi per il crac della Parmalat, dove devono essere ascoltati centinaia di testimoni, sfuggono a qualsiasi limitazione temporale. Invece il provvedimento che questo governo sta approvando stabilisce che la durata dei processi (variabilissima da un caso all’altro) venga determinata per legge e abbia una durata standard oltre alla quale scatta la prescrizione e chi s’è visto s’è visto. Ci saranno eccezioni, e quindi tempi un po’ più lunghi per certi particolari crimini, ma la logica che ispira la legge è di un’assurdità palese. Già ora, con i tempi attuali, un grande numero di processi va in prescrizione e i colpevoli se ne vanno impuniti, col processo breve e quindi con tempi più stretti, obbligatori ma inattuabili, gli impuniti triplicheranno e la possibilità per i cittadini di ottenere giustizia sarà sempre più bassa i. Sarà una pacchia per ladri, politici corrotti, truffatori ecc. nel penale e una pacchia per tutti i prepotenti e gli approfittatori nel civile. Costoro, con un buon avvocato, potranno sempre tirare un processo per le lunghe trascinandolo facilmente alla scadenza dei tempi stabiliti ed alla prescrizione. L’opposizione parlamentare, le associazioni dei magistrati e giuristi vari fanno previsioni catastrofiche sull’impatto che questa legge avrà sui procedimenti futuri ed anche su quelli in corso perché la legge in questione (guarda caso !) sarà retroattiva e farà saltare diversi importanti processi tra cui quelli in cui è protagonista Silvio Berlusconi. Sembra proprio una legge fatta apposta per lui.
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