Emergenza freddo. In alcuni periodi dell’anno, più che in altri momenti, la vita di chi non ha una dimora dove passare la notte acquista maggiore visibilità e diventa di maggiore attualità. Sono diverse le associazioni di volontariato che intervengono per rendere meno drammatico il periodo invernale e proprio sul nostro territorio ha la sede operativa una di queste: “La ronda della carità e della solidarietà”. Chi è, cosa fanno e come operano? Una risposta complessa e al tempo stesso molto diretta: “siamo quelli che in maniera volontaria intervengono a sostegno di chi è senza fissa dimora, delle famiglie in difficoltà e in tutte quelle situazioni dove si presenta il termine disagio,” ci dichiara uno dei volontari che mi ha accompagnato la prima notte d’uscita. Chi dorme in una strada, in un capannone, sotto un ponte, e in mille altri ripari, alcune volte lo fa per un disagio psicotico, altre volte per scelta, ma sempre di più in seguito a difficoltà di carattere economico: uomini, donne, stranieri e molti giovani che sempre di più provengono dalla schiera dei cosiddetti “normali”. Ho deciso di unirmi alla “RONDA” come volontario per vivere in prima persona le situazioni affrontate nelle serate d’intervento.
Si parte con un camper alle otto di sera dalla sede operativa di via Turati a Cesano Boscone in direzione Milano. I volontari dell’associazione hanno già riempito il mezzo con tutto ciò che dovrà servire: tè caldo, biscotti, pane, coperte, sacchi a pelo, scatolame e molte altre cose ancora, a seconda della generosità e la disponibilità del momento dei diversi benefattori. Quando ci si ferma tra Piazza Fontana e il Duomo, le persone che ci aspettano sono già numerose. “Li conosciamo quasi tutti, e di qualcuno sappiamo anche la storia, altri invece sono di passaggio o si avvicinano per la prima volta” ci racconta il nostro autista, professore universitario alla Bocconi e volontario da diversi anni. Il tè bollente che è loro offerto è passato fra le mani e utilizzato come scaldino prima di essere bevuto e viene richiesto più volte. Terminata la distribuzione dal camper si procede a piedi.
La Milano del lusso, degli affari, dei ricchi, partorisce ogni notte decine di “senza fissa dimora”, che appaiono all’improvviso negli angoli più impensabili, Via Vittorio Emanuele, Piazza S. Babila, Via Matteotti, Piazza S. Fedele, gli invisibili, i disperati che di giorno non si possono mostrare nel salotto buono della città sono apparsi ad ogni angolo. I volontari li conoscono e sanno che un rapporto diretto fatto dallo scambio anche di poche parole è molto importante. Ad ognuno è offerto cibo, tè o una coperta, se non ne hanno. In mezzo a loro puoi incontrare la più svariata umanità. In galleria troviamo Ambrogio (l’intellettuale) che scrive poesie e sta in strada (quasi) per scelta, s’incontra pure quello che ti racconta delle sue passate ricchezze, c’è anche chi quasi con timore ti dice che non ha bisogno di niente e che quella situazione che lo vede li è soltanto momentanea ma che sicuramente cambierà, poi camminando incontriamo nascosti dietro ad un cartone padre e figlio nord-africani, alcolizzati, che mentre passi si stanno piangendo addosso disperati e, poco più in la, all’angolo della chiesa trovi Luciano che ti dice che ha un sacco di freddo e che non riesce a dormire. Ti verrebbe voglia di fermarti ed ascoltare ognuno di loro mentre cammini.
La stazione di porta Garibaldi è la prima tappa della seconda notte d’uscita. Qua si sta verificando una situazione alquanto nuova per Milano, sono arrivati al camper anche i cinesi. Le difficoltà d’alloggio e la crisi economica stanno colpendo anche questa comunità, andando a gonfiare il gruppo dei già numerosi extracomunitari, dei provenienti dall’est Europa e degli italiani. La perdita del posto di lavoro con le conseguenti difficoltà economiche, la povertà fatta da pensioni sempre più insufficienti, situazioni familiari con disagio, cominciano a buttare in strada un numero sempre maggiore anche di nostri connazionali. Sono spesso queste le cose che ti raccontano gli uomini e le donne che incontri nel giro della notte milanese come volontario. Zona di porta Vittoria, le stazioni di Cadorna, Lambrate, in ogni posto dove il camper si ferma ci sono persone che aspettano, il tè caldo è la prima cosa che ti chiedono.
Alcolismo, tossicodipendenza, disagio sociale, povertà, sono le cattive compagnie che ti possono portare a dormire in strada, soprattutto quando la prima rete di assistenza sociale che è la famiglia non riesce o non può supportarti. Certamente le difficoltà poi aumentano per chi è straniero e si rivelano ancora più forti quando nella disperazione non puoi rivolgerti neanche alle strutture pubbliche per farti aiutare, perché in alcuni casi non c’è il permesso di soggiorno e il terrore di essere cacciato ti porta a non fidarti di nessuno. In una società dove soltanto chi crea profitto è ritenuto degno di viverne al suo interno, tutti quelli che vivono ai margini, creano soltanto fastidio e ne devono essere allontanati. La “Divina umanità” molte volte copre i suoi occhi nei confronti dei più deboli. E’ più facile far finta che non esistano e renderli invisibili, alle prime luci dell’alba la città deve correre come il giorno prima, senza che nulla turbi le nostre coscienze.
Alle due di notte le scorte sono esaurite e, terminato il giro programmato, siamo di ritorno alla sede.
A Milano la “Ronda” (termine infelice di questi tempi …) è arrivata nel 1998 grazie all’impegno di Maddalena Baietta che ne è anche responsabile e presidente. E’ composta di persone con una particolare sensibilità e capacità di rapporto, acquisita con l’esperienza ma anche con i corsi organizzati dall’associazione stessa. L’entroterra culturale o sociale da cui provengono i volontari è variegato. Pensionati, professori, studenti, impiegati, operai, casalinghe, liberi professionisti, un mondo di persone che credono in ciò che fanno e lo ritengono utile e importante. “Persone che vorranno collaborare con noi come volontari saranno sempre ben accetti” ci dichiara la Baietta, ma ricorda anche che l’aiuto ai più bisognosi lo si può fare soprattutto grazie alle donazioni e in particolare quelle economiche. In tempi di dichiarazioni dei redditi, il 5x1000 alla “Ronda della carità e della solidarietà” non rimarrà nelle tasche di nessuno ma sarà utilizzato per chi ne ha veramente bisogno. Codice fiscale 97222880151 e il numero di telefono per contattare l’associazione: Maddalena Baietta 3482235107 sede02 45863842.
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