“Vanno, vengono, ogni tanto si fermano, e quando si fermano sono nere come il corvo, sembra ti guardano con malocchio” cantava De Andrè. Quelle che si addensano sul cielo della gestione della res publica cesanese sono davvero nere. E sono sempre più numerose. Dal bilancio 2009 sono scomparsi i milioni di euro che, pur legittimamente in ambito di previsione, erano stati posti a bilancio per l’esproprio dell’area adiacente alla nuova stazione ferroviaria Milano-Mortara, che ha aperto i battenti in data 13 dicembre. Tra l’altro la nostra cittadina beneficerà sin da subito di un idoneo strumento per togliere il traffico in direzione Milano. L’utilissimo orario prevede , infatti, che al mattino, in direzione Milano, sia possibile salire sul treno alle 7:11, 10:18; 12:18. Orario di lavoro permettendo, una cuccagna! Ma se l’orizzonte ferroviario è grigio, quello che riguarda la gestione dei cimiteri cittadini è nero. Ripercorriamo i fatti che hanno portato alla realizzazione del nuovo cimitero inaugurato il 12 luglio del 2007, ossia poco più di due anni or sono. L’opera è stata realizzata facendo ricorso al Project Finance (in italiano “finanza di progetto”): “un’operazione di finanziamento di una specifica iniziativa economica, realizzata tramite un’entità costituita ad hoc, in cui i flussi di cassa derivanti dalla gestione rappresentano la fonte primaria per la copertura del servizio del debito” (Nevitt, Fabozzi, 2000). Le caratteristiche distintive del project finance possono essere ricondotte ai seguenti elementi: a) il Self-sustaining, ossia la capacità del progetto di auto sostenersi generando flussi di cassa sufficienti a coprire i costi di investimento e i costi operativi, a rimborsare il servizio del debito ed a remunerare il capitale di rischio investito; b) il Ring fence, ossia la separazione giuridica ed economico-patrimoniale tra il progetto e i suoi sponsor mediante la costituzione di una società ad hoc chiamata Società di progetto o Special Purpose Vehicle (S.P.V.) al fine di isolare i flussi di cassa e gli asset del progetto dalle altre attività imprenditoriali degli sponsor.; c) il Risk sarin, ossia la ripartizione ottimale dei rischi di progetto tra i diversi soggetti coinvolti nell’iniziativa, allocando i rischi in capo ai soggetti che hanno le competenze per mitigarli nel modo più efficiente ed efficace. In parole semplici possiamo dire che è uno strumento per realizzare un’opera tramite una società appositamente costituita, che si presume abbia maggiori capacità gestionali rispetto all’affidatario del progetto e sia in grado di realizzare un’opera gestendola in modo ottimale ricavando da essa quanto necessario per coprire l’investimento fatto e, trattandosi di una società e non di una onlus, per generare un lucro che remuneri il capitale investito. E’ uno strumento perfettamente legale previsto prima dalla cosiddetta legge Merloni sui lavori pubblici e poi dall’art 153 del Codice degli Appalti pubblici. Chiarito lo scenario giuridico entro cui ci si muove e puntualizzato il perché si ricorre a questo strumento finanziario, consultando il sito Osservatorio Nazionale di Project Financing cerchiamo di capire cosa prevedeva il progetto presentato per la realizzazione del nuovo cimitero. Innanzitutto si partiva dal presupposto che il vecchio cimitero non fosse più sufficiente alle esigenze della nostra città. Sino ad allora si era utilizzato il sistema di realizzare, in lotti successivi, il sopralzo dei loculi esistenti. L’introito della vendita di un lotto costituiva il budget prevalente per la realizzazione del lotto successivo. I sopralzi sono evidenti sul lato del cimitero vecchio verso Milano. Tale procedura non continuò su entrambi i lati e sul fronte del cimitero quando si decise la realizzazione del nuovo cimitero. Il progetto nasce nella convinzione di dover soddisfare la richiesta di sepoltura di una popolazione di circa 24.500 persone, popolazione tendenzialmente stabile, alla quale, per le valutazioni del fabbisogno, si aggiunse una quota comprendente una quota di immigrazione o di ritorno da condizioni di emigrazione, il tutto per un fabbisogno complessivo stimato in 27.000 abitanti. Alla luce di queste considerazioni il dimensionamento del progetto è stato così determinato: Abitanti 27.000 Indice di mortalità 1.20 ( 27.000 ab. X 1.20 = 3.240 decessi in 10 anni) Cremazione 15% X 3.240 = 480 ; Inumazione 15% X 3.240 = 480 ; Tumulazione 70% X 3.240 = 2.280 Considerando un arco temporale di 30 anni, i cicli di rotazione e le possibili variazioni di tendenza per le opzioni sul tipo di sepoltura, si arrivò dimensionamento finale del progetto come di seguito indicato:Dimensioni di progetto
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Ricordando che secondo la normativa le offerte per la realizzazione dei project finence ” devono contenere”, tra l’altro, anche un “piano economico-finanziario asseverato da una banca” attestante che entrate e spese previste siano idonee alla realizzazione dell’opera, è lecito ritenere che tutto il piano finanziario si muovesse nel presupposto di 9720 decessi in 30 anni ed un’offerta finale di loculi, ossari ed inumazioni per 10560 unità. Il 6° lotto, infatti, costituisce l’esubero rispetto alle effettive necessità stimate.
Il nuovo cimitero è stato realizzato ed è ora gestito unitamente al vecchio, da una società di diritto privato nata per tale scopo, la S.C.C., Servizi Cimiteriali Cesanesi, capitalizzata per 1,2 milioni di euro, di cui ad oggi sono soci la cooperativa CMB di Carpi, la Banca Agricola Mantovana S.p.A. (Gruppo Monte dei Paschi) e la Sofinco S.p.A., finanziaria di Modena. Secondo il sito Osservatorio Nazionale di Project Financing queste due ultime realtà avrebbero una partecipazione del 10% ciascuna nella società ed avrebbero finanziato il progetto. In sede di aggiudicazione l’Amministrazione riuscì ad ottenere, per tutta la durata della concessione, un canone annuo di 25.000 euro indicizzato in base all'inflazione (25000€ per 30 anni significano un introito complessivo di 750.000€ a cui si devono aggiungere gli introiti per la rivalutazione istat annuale). Ma veniamo ad oggi.
Il 9 novembre l’ufficio stampa del Comune ha lanciato una nota nella quale si dice che la riduzione del tasso di mortalità (0,79 dato cesanese contro uno nazionale dello 0,90) ed il diffondersi dell’uso di ricorrere alla cremazione, ha indotto “il concessionario dei servizi cimiteriali a fare marcia indietro” chiedendo all’Ente di intervenire direttamente con un contributo onde evitare una azione di rinuncia, che significherebbe per il Comune o assumere direttamente la gestione del cimitero o bandire una nuova gara per la sua gestione. A fronte di tale opzioni una terza via è stata scelta dall’Amministrazione: non erogare denaro pubblico a fondo perduto, non assumersi l’onere diretto di gestione ma acquistare “una partecipazione del 40%” della società di gestione in perdita. Nel comunicato si individua nei fattori di crisi rilevanti l’incremento delle cremazioni che sarebbero lievitate dal 10-15% previsto al 30%. A dire il vero, sempre sul citato Osservatorio Nazionale di P.F. c’è un’intervista nella quale l’ing. Marchesi, direttore commerciale della CMB, azionista maggioritario della SCC, affermava (in un passo si parla di gestione del cimitero da un anno e quindi l’intervista è collocabile nel 2008) che già allora le cremazioni erano “intorno al 30% con tassi di crescita esponenziali” e che “alla luce di questi cambiamenti è quindi necessario monitorare costantemente i progetti onde evitare spiacevoli sorprese”. Se il dato era già noto come mai è trascorso un anno senza che si facesse nulla per invertire la rotta gestionale del cimitero? E poi. Non è il caso di valutare meglio il perché la cremazione abbia avuto tanta diffusione? Nel cimitero cesanese un loculo ha un costo elevatissimo, non paragonabile a quelli degli altri comuni a noi vicini. In genere per i residenti i costi sono inferiori a quelli dei non residenti. Bene, se un cesanese decidesse di farsi tumulare in uno dei cimiteri dei comuni vicini, ad esempio a Buccinasco, pagherebbe di meno che avere l’ultima dimora sul suo territorio. Ecco dunque che al trend culturale generale si unisce in modo evidente la leva economica che induce a ripiegare sui meno costosi ossari o cenerario piuttosto che sui loculi. E se per un colombaro di trentennale in 2° fila si devono pagare 4545€ (9090€ se non si è residenti), si capisce perché molti optino per l’ossario cinerario che, sempre in 2° fila, ha un costo di 206€ (412€ per i non residenti). Specie in questi tempi di crisi economica purtroppo si fanno anche questi conti. Ed è chiaro che per coprire 1 loculo occorrono 22 cinerari. Se poi, aimè, si ha il brutto vizio di voler campare a lungo, è certo che i problemi sorgono.
Una verifica fatta presso gli uffici comunali ci ha dato come riscontro che non si tratterebbe di una decisione già assunta, bensì di una ipotesi di studio. Salvo poi concludere che si tratta di una ipotesi in avanzatissimo stato d’avanzamento. Del resto, se così non fosse, non si comprenderebbe il comunicato stampa diffuso. Entrare con un 40% in una società siffatta cosa significherebbe? Beh, se ipotizziamo una società capitalizzata per 1,2 milioni di euro, acquistare il 40% significherebbe versare nelle casse societarie denaro fresco per 480000€. O individuare soluzioni che, ad esempio, prevedano un minor esborso ma una contemporanea riduzione o annullamento del canone di 25000€ annui (riducendo il monte dei 750000 € in 30 anni previsti per le casse dell’Ente). A fronte del dichiarato intento secondo cui, entrare in società significherebbe avere anche un maggiore controllo su di essa (ma allora oggi il controllo è più lasco…?) , in tempi di scarsi o nulli trasferimenti da parte dello Stato centrale, è lecito domandarsi se, acquisire una quota societarie e quindi quote di beni, voglia anche costituire il presupposto per potere, in futuro, chiedere di accedere a finanziamenti e crediti ponendo a garanzia tali proprietà. Ma anche altre domande si pongo. E’ stato valutato il potenziale che ancora può fornire il vecchio cimitero? Se come pare un campo si sta progressivamente liberando e molte concessioni di loculi sono in scadenza, sarebbe opportuna una attenta analisi su ciò che già si dispone prima di addentrasi in un futuro incerto, con realizzazioni che poi risulteranno inutili alle necessità della collettività. Domande lecite, crediamo,che possono indurre a personali riflessioni. E in ultimo una ciliegina. Pare che anche per la piscina sia in atto un piano di studio per la revisione della attuale convenzione perché anche questa società promotrice del Project Financing non versa in ottime acque. Sarà anche vero che le situazioni sono differenti giacché l’interesse della P.A. per il cimitero non è differibile trattandosi di servizio pubblico essenziale mentre la piscina non lo è, ma resta il fatto che dopo tanto parlare sarebbe bello per i cesanesi poter avere quella piscina che tanto, a suo tempo, aveva occupato le cronache per i sabotaggi che avrebbe subito nel periodo della campagna elettorale. Una inaugurazione silenziosa in agosto e poi il cantiere è tornato ad essere avvolto dalle nebbie, forse anche per i problemi che ora paiono delinearsi. Le nuvole “vanno, vengono, ogni tanto si fermano, e quando si fermano sono nere come il corvo”. Speriamo non tempesti!
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