L'incontro Periodico di Cesano Boscone

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Scontro sul bilancio in Consiglio Comunale, l'opposizione inciampa nel proprio emendamento

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La notizia più importante l’ha data il Sindaco Vincenzo D’Avanzo, Cesano Boscone non intende più rispettare il Patto di Stabilità.


Ma andiamo con ordine: L’argomento forte in discussione al Consiglio Comunale di lunedì 24 novembre è “l’Assestamento della Variazione alle dotazioni di competenza del Bilancio di Previsione 2009”. In altre parole si tratta di rettificare le previsioni fatte per il bilancio 2009, di cui il Consiglio ha discusso già altre volte, l’ultima il 29 settembre. La notizia forte della serata è già trapelata e tutti i presenti la conoscono: i famosi 5.000.000 di euro che l’Amministrazione pensava di recuperare dall’area adiacente la fermata ferroviaria della linea Milano Mortara devono essere tolti dal bilancio perchè non esiste nessuna possibilità di fare un accordo con RFI. La quale intanto sta continuando i lavori per un parcheggio di 300 auto in previsione della prossima inagurazione della nuova linea che dovrebbe avvenire il giorno 13 dicembre.


Dopo due mesi di scontri accesi tra l’Amministrazione e i partiti di opposizione: con un esposto al Prefetto di Milano ed alla Corte dei Conti l’opposizione denunciava un probabile Falso in Bilancio e chiedeva lo scioglimento del Consiglio Comunale mentre l’Amministrazione rispondeva con conferenze stampa, nuove perizie tecniche sull’area e una riunione di Giunta svoltasi di fronte al cantiere di via De Nicola, dopo due mesi di discussioni incandescenti ci si aspettava che l’opposizione mettesse l’Amministrazione con le spalle al muro. Le osservazioni portate già la sera del 29 settembre sulla irrealisticità della cifra scritta a bilancio, a fronte della quale erano già previste delle spese, si erano dimostrate molto attendibili, al punto che lo stesso Assessore al Bilancio, Francesco Francica, ammetteva la straordinarietà di una variazione di bilancio che superava il 2 o 3 % del valore del bilancio stesso.
Ma un errore tattico nella conduzione dello scontro in consiglio comunale ha permesso alla maggioranza di monopolizzare il dibattito della serata. L’opposizione infatti presentava un emendamento che chiedeva di ripristinare alcune voci di spesa tolte, spese però che erano quasi tutte riconducibili a finanziamenti tagliati da altri Enti, quali la Regione Lombardia ad esempio. Avevano così buon gioco gli Amministratori ed i consiglieri di maggioranza a focalizzare la loro attenzione sulla necessità di respingere un emendamento presentato alle 21,15 di quella stessa sera e giudicato già inammissibile dalla nuova Segretaria Comunale, la dottoressa Giuliana Sogno, perchè mancante dei pareri obbligatori degli Uffici Comunali.


Eppure, se nel 2003 l’allora Amministrazione Brembilla ipotizzò la necessità di dotare la fermata ferroviaria di servizi commerciali ed altro, e nel mese di novembre 2009 si deve malinconicamente constatare l’impossibilità di realizzare quanto desiderato, la responsabilità non potrà essere ricercata in altri se non nelle persone degli Amministratori cesanesi. In questi anni a Cesano non solo c’è stata continuità politica, ma addirittura c’è stata continuità personale: D’Avanzo diventò sindaco nel 2004, ma dal 1999 al 2003 fu vice sindaco e prima ancora era presente in Giunta come Assessore al Bilancio.
Diventa quindi poco credibile sostenere che l'attuale situazione sia dovuta all’esposto presentato dall’opposizione nel mese di ottobre 2009.
Chi amministra è lo stesso soggetto politico e umano che amministrava all’inizio di tutta questa partita, e sarebbe opportuno che la smettesse di avanzare scuse poco credibili rievocando in chi lo ascolta l’immagine di John Belushi nel film Blues Brother.


Guidare responsabilmente un paese come il nostro significa anche saper ammettere ad alta voce i propri errori. Avremmo preferito mille volte che l’Amministrazione , il Sindaco, i consiglieri di maggioranza avessero detto: “su questa area abbiamo sbagliato. Abbiamo dormito e ci siamo fatti scappare una grossa opportunità. Adesso però chiediamo a tutti, a cominicare dai consiglieri d’opposizione, di darci una mano nell’interesse di Cesano, per convincere RFI a cambiare idea”.
Invece da mesi assistiamo all’esibizione triste dell’eterno e fanciullesco gioco dello “scarica barile” accompagnata dall’arrogante proclamazione di auto sufficienza.
Abbiamo capito che il Sindaco ha intenzione di “resistere” al futuro esprorio dell’area da parte di RFI (che avverrà entro gennaio 2010). Questo potrebbe portare all’insorgere di una lite giudiziaria tra il Comune e RFI. Ci auguriamo che chi ha il potere di scelta rifletta bene sui costi ed i benefici di questa eventualità. Le liti civili in Italia durano anni e costano molto.


Infine un’ultima considerazione: il problema di fondo da cui nasce tutta questa “querelle” è dato dalla necessità di garantire al bilancio comunale dei finanziamenti in entrata. Il taglio dell’ICI è stata la mazzata finale per i bilanci comunali. A questo punto rimane solo la “valorizzazione delle aree” ovvero la vendita di territorio agli operatori immobiliari. Anche per questo in Italia negli ultimi anni si è costruito così tanto e dappertutto, senza peraltro risolvere il problema della casa. Siamo molto preoccupati che questa logica venga addirittura accellerata a Cesano Boscone. Per quanto il paese possa già sembrare eccessivamente urbanizzato agli occhi di una persona normale, non lo vedono di certo così coloro che pensano di poter fare dei buoni affari costruendo.

Non vorremmo che si imboccasse ancora più decisamente una strada che invece deve essere abbandonata.

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Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 25 Novembre 2009 08:29 )  

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